Gioco
Obiettivo, vendere un terzo della Farcom ma Palazzo di Giano non trova consulenti
Pistoia, il Comune aveva interpellato quattro aziende leader. Dall’operazione si prevede di ricavare quattro milioni di euro
PISTOIA. L’amministrazione comunale aveva bussato alle porte di quattro tra le più importanti aziende mondiali di consulenza finanziaria. Nomi altisonanti, come Deloitte & Touche, Ernst & Young, Kpmg Advisory e Pricewaterhousecoopers. Ma nessuno ha risposto nei termini previsti. Nessuno, cioè, ha raccolto l’invito della giunta Tomasi a coadiuvare il Comune nell’operazione di vendita del 30 per cento di azioni della Farcom spa. Un’operazione che era stata inserita nel Documento unico di programmazione 2018-2020, con lo scopo di ricavarne un importo stimato di 4 milioni di euro: risorse importanti per alimentare la parte straordinaria del bilancio di Palazzo di Giano. Ma, come detto, l’operazione adesso dovrà necessariamente andare incontro ad uno stop, almeno temporaneo.. La Farcom è l’azienda che gestisce le quattro farmacie del Comune di Pistoia più le farmacie comunali di Agliana, Quarrata e Larciano: 7 in tutto. Da anni l’azienda produce utili: prima con la gestione di Simona Laing, poi – dal 2016 – di Alessio Poli. Unica parentesi, appunto, quella del 2015, dove gli utili vennero azzerati per rimettere a posto dei conti che – secondo i rilievi dell’amministrazione e dello stesso Poli – erano stati “gonfiati” eccessivamente.
Ma il contrattempo non ha impedito, poi, alla Farcom di continuare ad inanellare risultati positivi: 878.456 euro di utili nel 2016, 809.161 nel 2017. Come ha spiegato a dicembre illustrando gli aggiornamenti al piano di razionalizzazione, l’assessore alle partecipate Margherita Semplici, l’applicazione rigorosa delle normative in materia comporta per il Comune un percorso stretto da seguire. In questo quadro, l’opzione è quella di cedere fino al 30% del capitale della società, che oggi il Comune di Pistoia controlla per l’82,8 per cento. Il che significherebbe da una parte comunque mantenere la maggioranza assoluta del capitale nella spa, dall’altra “monetizzare” una somma certo importante negli equilibri finanziari del bilancio di Palazzo di Giano.
Proprio in esecuzione di questa indicazione, il 13 novembre, con una determinazione, l’amministrazione apriva le procedure per trovare un “advisor” che lo affiancasse nella definizione del valore della partecipazione posseduta e nelle procedure per la sua messa sul mercato. L’importo dell’incarico era valutato in 29.890 euro, comprensivi di Iva. Attraverso la piattaforma informatica della Regione, Pistoia ha richiesto preventivi alle quattro società ricordate all’inizio. La pubblicazione è avvenuta la vigilia di Natale e la scadenza per la presentazione dei preventivi cadeva il 18 gennaio scorso a mezzanotte. Ma, come detto, nessuno si è fatto avanti e così, tre giorni dopo, al dirigente del Servizio Franco Ancilotti non è rimasto altro da fare che prendere atto del mancato arrivo di preventivi. La palla adesso torna alla giunta comunale.
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