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Inaugurata sotto la pioggia la fontana delle polemiche a Cantagrillo
Ricordo dei martiri delle foibe, nella piazza dedicata al partigiano ucciso dai nazisti. Ma le polemiche della vigilia non hanno investito la semplice cerimonia
CANTAGRILLO. L’inno nazionale per cominciare, “Azzurro” per chiudere. Due brani musicali eseguiti dal Corpo musicale Giuseppe Verdi di Serravalle hanno aperto e chiuso la cerimonia di inaugurazione della fontana di piazza Brunello Biagini, a Cantagrillo, fontana dedicata ai “martiri delle foibe”. Tra i due brani una cerimonia semplice, bagnata da una fastidiosa pioggerella, alla quale hanno assistito una sessantina di cantagrillini. Sotto gli ombrelli è stato notato anche qualche esponente di sinistra, ma i partiti in quanto tali – come era stato annunciato polemicamente – non hanno preso parte all’appuntamento.
Quell’accostamento tra i morti delle foibe - tradizionale pezzo forte della polemica di destra - e il nome di Brunello Biagini, partigiano 22enne fucilato dai nazisti, era stato subito considerato “provocatorio” da Pd, Rifondazione e Mps. E l’infiammata discussione, con punte particolarmente polemiche, è subito decollata sui “social”.
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Sabato 9, invece, tutto tranquillo. Il sindaco Piero Lunardi ha ringraziato i presenti, i dipendenti comunali che hanno progettato e realizzato la fontana, la ditta Tecnolamiere di Ponte di Serravalle che ha messo a disposizione i materiali.
La fontana - come ha spiegato Lunardi – ha la forma di una porta e ricorda il ruolo che piazza Biagini svolge nella realtà per l’abitato di Cantagrillo. La fontana è posata su un pratino percorso da tre tracce in pietra, a simboleggiare le strade che convergono nella piazza, luogo d’incontro e di memoria. Ed ecco il riferimento alle foibe: sì, perché dall’architrave scende una pioggia di gocce d’acqua che si perdono in una distesa di rocce alla base: richiamo alla terribile fine dei martiri delle foibe, che venivano gettati – spesso vivi – nelle cavità carsiche dalle rappresaglie dei partigiani di Tito.
«Un orribile episodio – ha sottolineato Lunardi – che deve però lasciare spazio alla speranza, che nella nostra fontana è simboleggiata dalla luce che illumina la struttura. Se tutti si prendono le proprie responsabilità della storia, se tutti ci sforziamo verso una linea comune, allora diventa possibile un futuro di convivenza e di tolleranza».
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