Attenzione
Un chilometro diritto e stretto «Qui sembra un’autostrada»
La protesta dei residenti «Qualche anno fa fu proposto di piazzare dei dissuasori di velocità lungo la carreggiata ma poi non se ne fece di nulla»
PISTOIA. Via Buraccia e Pacinotta corre in mezzo ai vivai sulla piana ad est di Pistoia per poco più di un chilometro, tra l’incrocio con via della Castagnola, al margine della zona industriale di Sant’Agostino, fino al bivio con via del Girone, all’altezza di Chiesina Montalese - Chiazzano. Un chilometro di strada stretta e sostanzialmente diritta, fiancheggiata da fossette campestri, quasi del tutto priva di guard rail.
La via non ha un’aria particolarmente pericolosa, anche se ieri, subito prima delle 8, proprio qui si è consumata la tragedia che è costata la vita a Raffaello Ieri. Ma per cambiare idea basta fermarsi ad osservare per una decina di minuti i mezzi che passano. Tanta gente in bici, soprattutto anziani; qualche trattore; diverse auto, molte delle quali – invogliate dal lungo rettilineo – viaggiano tranquillamente sopra i 50-60 chilometri l’ora.
«Qui la gente viaggia come se fosse sull’autostrada – commenta un gruppo di residenti – è diventato pericoloso anche scendere per strada a buttare via la spazzatura».
«Anni fa – aggiunge un uomo – era stato chiesto al Comune di verificare la possibilità di piazzare delle collinette, dei dissuasori insomma, lungo la strada, in modo da ridurre la velocità di chi passa. Se ne parlò un po’, poi la cosa non ebbe seguito».
Chi abita qui parla con tono quasi rassegnato delle condizioni della strada e delle abitudini di vita di chi la frequenta. Forse basterebbe un autovelox o qualche controllo più spesso dei vigili urbani per restituire un po’ di tranquillità a tutti.
Sul luogo dell’incidente mortale, due ore dopo, sono rimasti solo i segni tracciati con il gesso dai vigili urbani. Per terra qualche pezzetto della bicicletta travolta dall’auto, ma nessuna traccia di frenata sull’asfalto.
Si ferma un ciclista. «È qui che è successo» dice, indicando l’asfalto con i segni bianchi. «Poveraccio, io l’ho visto tante volte mentre andava in bicicletta lungo questa strada. Purtroppo qui bisogna stare molto attenti alle auto, che corrono lungo la strada. È tutta dritta e allora si pigia sull’acceleratore. Senza tenere conto che qui siamo in mezzo ai vivai, che dalle stradine laterali possono sbucare all’improvviso bambini, animali, persone. Qualunque cosa. E allora è troppo tardi per frenare e magari succedono le disgrazie».
Fino a qualche anno fa via Buraccia e Pacinotta era anche spesso citata nell’elenco delle strade con l’asfalto più disastrato: poi evidentemente è stato realizzato un intervento e ora, almeno qui, il piano stradale è in condizioni decenti. O per lo meno migliori della vicina via del Girone di Mezzo, nella quale si aprono veri e propri crateri in mezzo alla carreggiata. —
F.C.
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