Italia
«Fiducia reciproca venuta meno dopo le dimissioni di Fragai»
I tre assessori fuoriusciti dalla giunta spiegano i motivi del loro clamoroso addio «Abbiamo agito con responsabilità. Lasciamo al sindaco un lavoro concluso»
AGLIANA. Una frattura con il sindaco Giacomo Mangoni sempre più netta negli ultimi mesi. E un rapporto di fiducia reciproco venuto a mancare per l’assenza di condivisione delle questioni politiche da parte del primo cittadino, «che si è limitato a comunicare scelte già avvenute, incrinando lo spirito di collaborazione necessario allo svolgimento di un sereno e proficuo lavoro in campo amministrativo».
Sono queste le ragioni che hanno portato Luisa Tonioni (vicesindaco con deleghe a Scuola e Sociale), Italo Fontana (Urbanistica, Protezione civile e Lavori pubblici) e Valentina Noligni (Bilancio e Partecipate) a formalizzare, ieri, le dimissioni da assessori del Comune di Agliana. Decisione comunicata al sindaco con una lettera congiunta già lunedì.
A parlare, sia in veste di portavoce dei dimissionari, che di membro della segreteria comunale del Partito democratico, è Italo Fontana.
LE DIMISSIONI.
«Le nostre dimissioni – spiega – sono una scelta sofferta, maturata dopo la riunione di giunta di giovedì nella quale c’è stato un confronto aspro e dai toni accesi col sindaco. È stato allora che abbiamo saputo che aveva chiesto di dimettersi a Fragai (ex assessore che ha lasciato lunedì, ndr)».
«Se la revoca dell’incarico a Massimo Vannuccini (ex assessore licenziato da Mangoni a settembre, ndr) fu più una questione di rapporti personali – prosegue – nel caso di Fragai la questione è politica. Nel consiglio comunale del 28 gennaio Mangoni ha fatto da sponda al centrodestra non difendendo da attacchi strumentali le scelte che Fragai ha fatto su mandato del sindaco. Io, Luisa Tonioni e Valentina Noligni siamo rimasti al nostro posto per senso di responsabilità fino a quando è stato possibile. Gli ultimi fatti certificano che le scelte del sindaco hanno mandato in frantumi i rapporti e la sua uscita dal Pd (a metà gennaio, ndr) ha anticipato i tempi della frattura. Lasciamo al sindaco un lavoro pressoché concluso. A lui resta solo il compito di far procedere gli atti nelle sedi consiliari».
LA “LOBBY DEL CEMENTO”.
«La sparata del sindaco è campata in aria». Fontana interviene anche sulle dichiarazioni a più riprese di Mangoni, che nelle scorse settimane ha evocato l’esistenza di una “lobby del cemento” come “centro di potere più forte del territorio”. «Negli ultimi 10 anni – chiarisce Fontana – la competenza sull’urbanistica e sull’edilizia è stata mia e ogni variazione sarebbe dovuta passare dal mio vaglio. Posso garantire che non ho ricevuto nessun tipo di pressione. Se fosse accaduto lo avrei denunciato immediatamente».
LA POSIZIONE DEL PD.
«A seguito delle dimissioni degli assessori Tonioni, Fragai, Fontana e Noligni, praticamente 4/5 della giunta, il Partito democratico di Agliana si trova a dover esprimere forte preoccupazione per l'ormai evidente scollamento del sindaco dalla sua maggioranza. Quest'ultimo definitivo strappo certifica il suo isolamento rispetto alla propria maggioranza politica. Nonostante gli ultimi spiacevoli fatti, il Pd, attraverso il proprio gruppo, oltre ad esprimere piena solidarietà verso gli ormai ex componenti della giunta, nonché piena stima verso il lavoro faticosamente da loro portato avanti fin qui, ribadisce il proprio impegno responsabile per approvare i provvedimenti relativi al bilancio, alla variante al regolamento urbanistico e le più urgenti questioni relative al personale. Auspichiamo che il sindaco mantenga gli impegni con la comunità aglianese e attendiamo di conoscere i suoi intendimenti rispetto all’attuale situazione». —
Tommaso Artioli
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