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Tentato omicidio al Luna park confermata la condanna

M.D.
Tentato omicidio al Luna park confermata la condanna

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agliana. Ad innescare la lite ci furono sicuramente dei futili motivi. Ma ciò che era avvenuto dopo era stato in tutto e per tutto un tentato omicidio. Non un semplice eccesso colposo di legittima difesa come sostenuto ancora una volta dall’avvocato dell’imputato. Questo, almeno, secondo i giudici della prima sezione della Corte d’appello di Firenze, che ieri hanno confermato la condanna a 4 anni ed 8 mesi di reclusione che, il 19 maggio 2017, al termine del processo per rito abbreviato, il gup del tribunale di Pistoia aveva inflitto a Banhaq Abdelali, 25enne di origini marocchine alla sbarra per aver ferito con un collo di bottiglia un giovane aglianese (minorenne all’epoca dei fatti), la sera del 12 giugno 2016, al Luna park di Agliana, nell’area di Carabattole.

Soddisfatta della sentenza l’avvocata di parte civile Eva Betti, del foro di Prato. «Io avevo chiesto la conferma della condanna – spiega – in quanto le dichiarazioni dei testimoni erano state a sue tempo molto precise. Non lasciavano spazio a dubbi sulla dinamica dei fatti e sull’intenzionalità da parte dell’imputato di colpire e di fare del male. Una giusta pena per un fatto così grave. Noi, viste le condizioni economiche dell’imputato, non abbiamo certo agito per ottenere un risarcimento, ma solo per vedere riconosciuti i diritti della parte civile. E così è stato».

Il giovane aglianese – che sul corpo e nello spirito porta ancora le cicatrici di quell’aggressione – la sera del 12 giugno di tre anni fa fu colpito al collo, ad un braccio e all’addome con un collo di bottiglia, subendo lesioni che furono giudicate guaribili in quaranta giorni ma che ancora oggi gli causano problemi di mobilità.

Secondo la ricostruzione fatta durante il processo, imputato e vittima sarebbero venuti a contatto sul Tagadà, la giostra rotante sulla quale i giovani si sfidano in una specie di gara a chi riesce a rimanere in equilibrio. Qualche spintone di troppo, e fra i due erano volate scintille. Dopo essere stati divisi, il marocchino sembrava essersi allontanato, ma raccolta da un bidone una bottiglia di birra vuota, l’aveva infranta, era tornato sui suoi passi e con il collo accuminato in mano aveva colpito alle spalle il diciassettenne. Fuggendo subito dopo. Per poi essere raggiunto e arrestato dai carabinieri a Galciana di Prato, dove abitava. —

M.D.

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