Il Tirreno

Pistoia

INCONTRO A ROMA 

I vivaisti chiedono attenzione al governo: «Nuove regole per gli appalti del verde»

di Fabio Calamati
La delegazione pistoiese Mati, La Pietra e Magazzini
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La delegazione pistoiese Mati, La Pietra e Magazzini

Audizione alla commissione agricoltura del Senato. Mati e Magazzini: era la prima volta, ci hanno ascoltato con attenzione

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Pistoia. «Siamo seriamente colpiti per come ci hanno ascoltato e per le cose che ci hanno chiesto. Che io sappia, era la prima volta che il vivaismo pistoiese veniva ascoltato in Senato. Speriamo che seguano i fatti. Io sono ottimista». . È positivo il primissimo bilancio a caldo che Francesco Mati, presidente del Distretto rurale vivaistico, e Luca Magazzini, presidente dell’Associazione vivaisti italiani, tirano dopo l’audizione di ieri davanti alla commissione agricoltura del Senato. Un incontro in cui, insieme ad altri esponenti del settore, hanno portato a Palazzo Madama e al governo la voce e le richieste dei vivaisti. Per questo i due esponenti pistoiesi ci tengono a ringraziare tutta la commissione e in particolare il senatore Patrizio La Pietra (FdI), che si è impegnato in modo particolare.

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Nel suo intervento, Mati ha insistito molto sulla necessità di un salto culturale, che porti ad apprezzare e a dare il giusto valore al verde che ci circonda. A partire dal verde pubblico, oggi troppo spesso svilito dai meccanismi delle gare d’appalto al massimo ribasso e della diffusione dei “general contractor”, che portano a risparmiare proprio sulla qualità del verde, erroneamente ritenuto un fattore secondario. «Invece un verde pubblico di buona qualità riduce le spese sanitarie, aumenta le quotazioni immobiliari, può dare persino un contributo a ridurre la microcriminalità. Però bisognerebbe che gli enti pubblici appaltanti seguissero le linee guida per valorizzare il verde. Bisognerebbe, in due parole, allinearsi all’Europa».

Una maggiore richiesta pubblica di verde di qualità potrebbe sostenere la domanda interna, che in questi anni è particolarmente debole per le aziende vivaistiche. Chi è riuscito a compensare vendendo all’estero, riesce a sopravvivere, ma tante piccole aziende o non sono sopravvissute o si trovano in difficoltà.

Mati ha anche toccato il tema del “bonus verde”, cioè lo sconto fiscale riservato ai privati che sistemino spazi verdi. «Positivo, ma non basta, così com’è configurato, con una percentuale (il 36% di sgravio, ndr) troppo bassa».

Più in generale, c’è una questione di cultura, anche di massa, che non valorizza il verde. «Apriamo la tv ed è pieno di trasmissioni di cucina – ha sottolineatoMati – ma di giardini e di coltivazioni non parla mai nessuno».

Francesco Magazzini ha invece molto insistito, nel suo intervento, sulla necessità di fare chiarezza sull’utilizzo dei fitofarmaci nel vivaismo. «Capita – ha detto – che abbiamo norme esageratamente restrittive, per cui le sostanze che posso utilizzare per la coltivazione dell’insalata, non posso usarle invece sulle magnolie da fiore».

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