Gioco
Annullata dal Tar l’ordinanza del Comune contro l’accoglienza dei migranti a Vicofaro
Era un atto straordinario, doveva firmarlo il sindaco, non un dirigente. Don Biancalani: giustizia più forte della politica
PISTOIA. Il Tar della Toscana ha annullato l’ordinanza del Comune di Pistoia dell’11 settembre scorso, che vietava al parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, di accogliere “persone comunitarie ed extracomunitarie” nei locali della parrocchia stessa. Il Tar aveva già parzialmente sospeso l’efficacia di quel provvedimento: all’udienza del 22 gennaio (ma il testo è stato reso noto solo ieri) l’ha definitivamente cancellato.
Immaginabile la soddisfazione del parroco, che nelle due parrocchie di Vicofaro e Ramini ospita da alcuni anni più di cento migranti. «È una bella e inaspettata notizia – ha commentato a caldo don Biancalani – segno che il diritto è superiore alla politica e che c’è un giudice... a Berlino, nonostante questo approccio punitivo sempre più diffuso nei confronti della questione migranti».
L’ordinanza in questione è stato il secondo provvedimento d’autorità contro l’accoglienza dei migranti a Vicofaro. Il Comune, nell’atto, faceva riferimento a questioni di carente sicurezza, messe in luce dai sopralluoghi della polizia municipale (28 luglio) e di vigili del fuoco e Asl (23 agosto). Pochi giorni prima la Prefettura aveva ordinato la chiusura degli spazi parrocchiali adibiti a Cas (Centro di accoglienza straordinaria) e gestiti dall’associazione “Virgilio città futura”. I controlli sono poi proseguiti a Vicofaro, fino al “blitz” interforze di sabato 20 ottobre, ordinato – secondo la prefetta Emilia Zarrilli – per le segnalazioni preoccupate giunte da 190 cittadini della zona.
In realtà, nonostante ordinanze e controlli, don Massimo e i suoi volontari hanno sostanzialmente continuato ad accogliere i migranti, che ora a Vicofaro superano i cento. Contemporaneamente, la parrocchia ha messo mano anche ai lavori di messa in sicurezza degli impianti della canonica, le cui carenze sono state messe in luce dai verbali di vigili del fuoco e Asl.
L’attività del parroco era proseguita anche sulla scorta della parziale sospensiva del provvedimento del Comune che il Tar aveva già riconosciuto a novembre. Ora gli stessi giudici amministrativi spazzano via completamente l’ordinanza, sancendone l’illegittimità.
E per farlo il Tar ha preso in esame solo il primo dei 4 motivi di impugnazione proposti dal legale di don Biancalani, l’avvocato Umberto Buiani. Di che si tratta? In sostanza l’ordinanza del Comune non faceva cenno a specifiche violazioni di norme edilizie, ma a “generiche ragioni sanitarie, impiantistiche e di sicurezza”, che evocano un potere ben preciso del sindaco: quello di ufficiale di governo, che può agire in modo straordinario quando vi siano esigenze di incolumità da tutelare. Ma se è così (e il Tar non entra nel merito di questo punto), l’ordinanza avrebbe dovuto firmarla il sindaco stesso, Alessandro Tomasi, non il dirigente del servizio urbanistica, come invece è successo. Basta questo fatto a considerare illegittima l’intera ordinanza e a farla annullare dal Tar.
«Quell’ordinanza – sottolinea ora don Biancalani – non ha fermato la nostra opera di accoglienza, che non si ferma neanche adesso. Ma per questi mesi ha creato problemi anche gravi a tanti ragazzi che dovevano rinnovare i loro permessi semestrali. Quando dicevano di abitare a Vicofaro, si sentivano rispondere che non era una residenza legittima, per via della ordinanza. Qualcuno, non potendo rinnovare il permesso di soggiorno, ha anche perso il lavoro che aveva».
«Questa sentenza, secondo me – conclude il sacerdote – mette anche in luce una intenzione politica negativa nei nostri confronti che ha l’amministrazione comunale. Se il problema era di sicurezza, sarebbe bastato un po’ di buon senso e di spirito collaborativo per arrivare ad un accordo. In fondo noi per la comunità pistoiese svolgiamo un servizio: dovremmo ricevere collaborazione dal Comune, non ostacoli». —
Fabio Calamati
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
