Sicurezza
Il giudice: Afzal Hussain agì spinto da crudeltà
PISTOIA. «Ti prego fare presto, lui vuole aprire bombola del gas... Chiama qualcuno, anche un’ambulanza, ha tagliato mia mano, ti prego... No, ti prego, mamma nooo, ti prego, aiutooo... Aiutoooo, aiutooo, aiutooo, aiutooo, aiutooo, aiutooo, aiutooo, aiutooo... Ha acceso il fuoco, aiutooo... Ti prego, fare presto, ha acceso il fuoco, chiama anche vigili del fuoco, per piacere... Ti prego». Poi, più nulla.
Stanno praticamente tutte qui le motivazioni della sentenza di condanna di primo grado. Nelle registrazioni delle telefonate – cinque – in cui, in un italiano difficilmente comprensibile, Lamiae Chriqui chiedeva disperatamente aiuto ai carabinieri, poco prima di perire fra il fumo e le fiamme dell’incendio appiccato dal suo assassino. Urla di terrore e invocazioni che per il gup del tribunale dimostrano come Afzal Hussain abbia agito sia con la volontà di uccidere che con consapevole crudeltà. —
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