Ex esposti Breda costretti a curarsi a Firenze
I consiglieri comunali Pd Breschi e Tuci contestano il piano di sorveglianza sanitaria varato da Regione e Asl
PISTOIA. Gli ex esposti all’amianto a Pistoia sono circa 1.300, mentre negli altri tre centri dell’Asl Toscana centro (Firenze, Prato, Empoli) non si arriva a 100.
Ma nonostante questi numeri, assai eloquenti nel chiarire dove ci sarebbe più bisogno, oggi, di concentrare l’assistenza sanitaria , il piano di sorveglianza sanitaria varato dalla Regione per gli ex esposti Breda prevede che tutta la sorveglianza sanitaria di secondo livello (quella cioè che scatta dopo il primo approccio; quest’ultimo è affidato alla Medicina del lavoro di Pistoia) “è affidata a strutture di Firenze, cui ovviamente verranno elargiti i contributi finanziari necessari”.
A fare polemica contro Asl e Regione sono due consiglieri comunali Pd, Carla Breschi e Mario Tuci, con una lettera aperta diffusa ieri. I due consiglieri lamentano insomma una scelta “fiorentino-centrica” dell’Asl. “Tutto questo nonostante che – prosegue la nota – la Pneumologia di Pistoia già dal 2017 si era attivata iniziando le visite di secondo livello in attesa dell’ approvazione di un progetto steso dalla stessa unità operativa, anche in considerazione dell’ esperienza di sorveglianza degli anni 2000 e della gestione delle patologie respiratorie di tali soggetti negli ultimi 15 anni”. Tale progetto, si precisa, “prevedeva l’ esecuzione delle visite in orario aggiuntivo in considerazione della carenza di personale più volte denunciata dagli operatori della Pneumologia”.
Ma al di là delle attese, c’è il numero degli ex esposti, che fa chiaramente di Pistoia la capitale toscana di questo problema. “È scandaloso quindi – continuano Breschi e Tuci – che i pazienti pistoiesi per gli accertamenti di secondo livello debbano andare comunque a Firenze nelle strutture indicate, con conseguenti grandi difficoltà specie per i pazienti più anziani e con patologa conclamata.
Ci meravigliamo di come Pistoia sia ancora e sempre terra di conquista, non presa in considerazione né dall’ Azienda sanitaria , né difesa dalle istituzioni”.
Tuci e Bruschi concludono annunciando per il futuro “ un’ attenta osservazione delle decisioni in tutti campi, in particolare quello sanitario, in cui notiamo la preoccupante tendenza ad affidare le funzioni direttive a personale non proveniente dall’ area pistoiese, calpestando talvolta professionalità e diritti dei medici pistoiesi che da anni portano avanti con sacrificio, buona volontà e buoni risultati, questo “faticoso ospedale””. —
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