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Droga per le discoteche subito a giudizio in dieci

Pietro Barghigiani
Droga per le discoteche subito a giudizio in dieci

Tre degli imputati sono pistoiesi: due di loro furono fermati di ritorno dalla Spagna con l’auto carica di hashish

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PISA. Giudizio immediato per il gruppo coinvolto in un giro di spaccio dentro e fuori le discoteche con la droga importata dalla Germania e dalla Spagna e in diversi casi ordinata nel deep web e pagata in bitcoin. Gruppo del quale fanno parte anche tre pistoiesi.

Il sostituto procuratore di Pisa Giovanni Porpora ha chiesto e ottenuto dal gip di processare senza il passaggio dell’udienza preliminare dieci persone. Una, quella ritenuta al vertice dell’organizzazione, ha chiesto il rito abbreviato e sarà giudicata prima di chi ha scelto il dibattimento in aula fissato per ottobre.

Rito abbreviato con sconto di un terzo della pena in caso di condanna per Emanuele Malgrati, 44 anni, residente a Casciana Terme. A giudizio ordinario la sua compagna Eva Lukolic, 25 anni, di Casciana; Andrea Balestri, 33 anni, di San Giuliano Terme; Luca Sarlo, 38 anni, di Navacchio; Alessandro Rapinesi, 38 anni, di Pistoia; Alessio Collini, 46 anni, di Pievepelago; Piero Villani, 38 anni, di Cascina; Andrea Angelini, 49 anni di Pistoia; Mugalu Badru Luzinda, 28 anni di Ancona; Ilaria Giannoni, 40 anni, di Pistoia.

È l’operazione “Big Tasty” dei carabinieri del nucleo investigativo guidato dal maggiore Sergio Pennisi che nel luglio scorso pose fine a un’attività di smercio che univa conoscenze informatiche e spaccio di strada. Innovazione al servizio della tradizione. Dvd con film hard ma anche innocui, all’apparenza, hard disk. E poi confezioni di thè con tanto di lettera di accompagnamento di una società inesistente. Erano i vettori attraverso i quali, una volta ordinati sul web, dalla Germania o dall’Olanda arrivava la droga a casa di Malgrati e agli indirizzi di altri sodali. Nome del destinatario di fantasia. Nei plichi, però, la sostanza era concreta: anfetamine, ecstasy, hashish, marijuana e anche eroina. Un sistema che trovava il senso nella sua parte terminale, nella filiera dell’illecito, con lo smercio all’esterno delle discoteche, dalla Toscana all’Emilia Romagna alle Marche, e durante i rave party. Anche e soprattutto minorenni di 14 e 15 anni tra i clienti del giro. L’operazione aveva ricevuto l’input della direzione centrale per i servizi antidroga per le segnalazioni dei sequestri all’estero. Navigando nel deep web, Malgrati riusciva a procurarsi le droghe sintetiche che poi pagava in Bitcoin. Sulla carta nessuna traccia di merce e transazioni. Nell’aprile 2018 Giannoni e Rapinesi, coppia legata al giro, vennero fermati a Vecchiano di ritorno dalla Spagna. In un doppiofondo i carabinieri trovarono 45 kg di hashish. —

Pietro Barghigiani



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