Gioco
Finisce al Tar la commessa dei treni diesel ma Hitachi Rail Italy vince il primo round
I concorrenti contestano le scelte di Trenitalia sulla gara da 1,6 miliardi. Per adesso, però, la fornitura non sarà fermata
PISTOIA. A fine luglio dello scorso anno Hitachi Train Italy si vedeva assegnare da Trenitalia una nuova commessa nel settore dei treni regionali: un accordo per la fornitura fino a 135 (minimo garantito 70) treni a trazione diesele-elettrica, con valore di 1,6 miliardi di euro. . La brutta notizia è che i concorrenti dell’azienda ferroviaria di via Ciliegiole, vale a dire i francesi di Alstom e gli svizzeri di Stadler, hanno impugnato separatamente al Tar del Lazio l’assegnazione della commessa, contestando a Trenitalia di aver rivolto a Hitachi un ingiustificato trattamento di favore.
La buona notizia, per Hitachi, è che i giudici amministrativi capitolini una prima risposta l’hanno già data, ed è favorevole al gruppo ferroviario con sede anche a Pistoia: la sospensiva dell’ordine, richiesta da Alstom e da Stadler, è stata negata. Per ora, quindi, nulla cambia: Hitachi Rail Italy continua ad essere la titolare della commessa per i nuovi treni elettrici-diesel, che Trenitalia acquista soprattutto per conto di alcune regioni italiane e del loro sistema di trasporto. Treni che, con ogni probabilità, saranno progettati e/o costruiti proprio nello stabilimento di Pistoia.
La commessa in questione non è altro che il terzo ramo della maxi-gara del 2015 per i nuovi treni regionali, quella che ha partorito i due nuovi modelli Rock (di Hitachi) e Pop (di Alstom), presto in servizio di linea sui binari italiani.
Quell’appalto, come detto, oltre ai treni elettrici ad alta frequentazione (i Rock) e a quelli a media frequentazione (Pop) prevedeva anche l’acquisto di 50 treni diesel elettrici. La gara fu inizialmente aggiudicata a Stadler, poi Trenitalia ci ripensò ritirando l’assegnazione e innescando un contenzioso legale con l’azienda svizzera.
Nel 2017-18 Trenitalia ha rilanciato la gara, modificando le richieste (per esempio passando da 50 a 135 convogli e fissando un minimo garantito, prima inesistente. di 70). Questa gara-bis se l’è aggiudicata Hitachi Rail Italy, con una offerta che ha sbaragliato la concorrenza, costituita – come al solito – dalla stessa Stadler e da Alstom. Il treno da realizzare, lo ripetiamo, dovrà essere a trazione diesel-elettrica, monopiano e bidirezionale (senza cioè una testa e una coda di convoglio fisse). Caratteristiche tipiche, quindi, da treno regionale, per il trasporto di pendolari. L’entrata in esercizio è prevista per il 2022.
Contro questa assegnazione Stadler e Alstom hanno fatto ricorso, chiedendo intanto che venga congelata la commessa. Il Tar ha risposto tempestivamente a questa richiesta, con l’udienza del 23 gennaio scorso. Ma l’esito – come detto – è stato negativo per i ricorrenti. I giudici amminisrativi hanno fatto presente che Trenitalia e Hitachi hanno sottoscritto all’inizio di gennaio un accordo per la fornitura, intanto, di 29 convogli a Trenitalia, che ha premura di “girarli” alle regioni Sardegna, Sicilia e Val d’Aosta. Trenitalia ha garantito che questo primo ordine non intaccherà la soglia dei 70 convogli garantiti come minimo contrattuale.
A questo punto, hanno osservato i giudici del Tar, non c’è nessun danno se questa primissima “tranche” della commessa viene assegnata operativamente. Quindi, come detto all’inizio, il contratto (per il momento) va avanti.
Questo, ovviamente, non cancella il ricorso e la possibilità che i giudici del Tar alla fine riconoscano l’illegittima assegnazione a Hitachi del contratto complessivo. Tutto dipenderà dal giudizio di merito, fissato per il 17 aprile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
