Sicurezza
Sparì nel bosco 12 anni fa: il giudice lo dichiara morto
Pistoia, Donato Bacci uscì di casa per andare a cercare funghi e dopo mesi di ricerche vennero trovati solo alcuni indumenti: quel che i cinghiali avevano lasciato di lui
PISTOIA. Era uscito di casa verso le due del pomeriggio. Aveva salutato la moglie e, al volante della sua Fiat Seicento celeste nuova nuova, si era diretto verso l’Acquerino, per cercare funghi in quei boschi che amava tanto. Dai quali però non aveva più fatto ritorno. Era il 20 ottobre 2006. Sono passati oltre dodici anni, e adesso, anche se nel cuore di chi gli voleva bene lo era ormai da tempo, Donato Bacci è ufficialmente morto anche per lo Stato.
La sentenza di morte presunta emessa dal tribunale di Pistoia è diventata esecutiva il 7 gennaio e pubblicata martedì scorso. Al termine di una lunga procedura avviata con la richiesta presentata nel 2016 dalla moglie del pensionato scomparso, a dieci anni da quando nella foresta fra l’Acquerino e Badia a Taona, dopo quasi cinque mesi di ricerche, vennero ritrovati il suo golf macerato dall’acqua di un torrente, e poi una camicia a brandelli e un pezzo di stivale. E in seguito anche il cestino dei funghi e le chiavi dell’auto, vicini a due ossa umane. Probabilmente tutto ciò che i cinghiali avevano lasciato dopo tutto quel tempo passato.
Quando sparì nel nulla Donato Bacci aveva 68 anni. Insieme alla moglie Silvana Nesi abitava ad Agliana, in via 20 Settembre, vicino alla zona residenziale delle Lame. Prima della pensione aveva gestito una piccola attività di tessitura. Il 20 ottobre 2006, quando all’imbrunire non aveva visto rincasare il marito, fu la moglie a dare l’allarme. Facendo scattare la macchina dei soccorsi. Nei giorni successivi alla scomparsa la donna stessa, aiutata dai parenti, andò più volte sui monti che solitamente frequentava il marito alla ricerca della Fiat Seicento, per poi rivolgersi anche a “Chi l’ha visto?” .
Su indicazione di una sensitiva fiorentina a cui la famiglia aveva chiesto aiuto, le ricerche si erano concentrate anche tra i comuni di Agliana e Montale, sotto un cumulo di terra alla confluenza dei torrenti Bure e Settola. Per due giorni, all’inizio del marzo 2007, volontari e cani lo avevano cercato, ma il corpo del pensionato non si trovava là.
L’11 marzo, la prima traccia concreta: la Fiat Seicento fu ritrovata da un cercatore di funghi in fondo al sentiero 167 del Cai. Ùn luogo difficile da raggiungere anche con un fuoristrada: partendo dalla strada principale fra l’Acquerino e Badia a Taona, il sentiero scende giù in stretti tornanti per 4 chilometri, passando dai 1.200 a circa 800 metri di quota. L’auto era bloccata laggiù, poco prima di un torrente, con il retrotreno affossato nell’atto di far manovra per tornare indietro. Probabile che Donato Bacci, non sapendo come tornare indietro con l’auto, si fosse incamminato a piedi. Oppure aveva volutamente lasciato l’auto lì per andare a cercare funghi nel bosco. Fatto sta che, dopo un paio d’ore di ricerche, il 12 marzo, a circa due chilometri e mezzo dalla Seicento, le squadre che battevano il bosco e le sponde del torrente trovarono alcuni indumenti a brandelli del pensionato aglianese e quel che restava di lui dopo che gli animali ne avevano fatto scempio.
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