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Pistoia

allarme inquinamento 

Sostanze cancerogene nei pozzi acqua vietata anche per lavarsi

Massimo Donati
Sostanze cancerogene nei pozzi acqua vietata anche per lavarsi

Ordinanza urgente del sindaco di Serravalle dopo le analisi eseguite dall’Arpat nella zona di Ponte Stella. L’assessore: «Estranea la discarica del Cassero»

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serravalle. In uno dei pozzi controllati i valori riscontrati superavano di mille volte il limite consentito dalla legge per il cloruro di vinile: un tipo di Pvc utilizzato per lucidare parti plastiche o verniciature, consentito ma altamente cancerogeno. Ed è per questo che non appena sui tavoli del comune sono arrivati i risultati delle analisi eseguite dall’Arpat, è scattata l’ordinanza: ieri pomeriggio, il sindaco di Serravalle, Piero Lunardi, ha immediatamente disposto il divieto di utilizzare l’acqua di tutti i pozzi dell’area compresa tra Ponte Stella ed il fosso di Castelnuovo, nel raggio di un chilometro dal pozzo che si trova all’inizio di via del Redolone, nel campo alle spalle della abitazioni ai civici 7 e 25/A.

L’acqua non può essere destinata ad alcun uso: bere, preparare cibi, lavare stoviglie e panni, lavarsi. Il censimento delle famiglie che non sono allacciate all’acquedotto (non poche nella zona) deve essere ancora completato, ma l’amministrazione comunale ha già ordinato a Publiacqua di provvedere immediatamente a rifornire i cittadini in emergenza di acqua potabile attraverso le autobotti e, non appena possibile, di realizzare degli allacci provvisori delle abitazioni alla rete idrica esistente.

Nei campioni prelevati da vari pozzi privati e pubblici il 10 dicembre scorso dai tecnici pistoiesi dell’Agenzia regionale per l’ambiente, sono stati riscontrati valori abnormi (in un caso 150 volte superiori al consentito) anche di un’altra sostanza pericolosa, l’1-2 dicloroetilene, un solvente che viene spesso utilizzato nello stesso tipo di lavorazioni in cui si usa il cloruro di vinile (sostanza, quest’ultima, alla base anche di comuni prodotti per la casa, come un notissimo spray che fino a qualche anno fa veniva utilizzato per lucidare i mobili di casa).

Via del Redolone è la strada che, partendo da via Montalbano, a Ponte Stella, arriva fino alla discarica del Cassero. Ma il Comune rassicura che l’inquinamento della falda acquifera niente ha a che fare con la discarica, dato che man mano che dal pozzo più inquinato ci si avvicina all’impianto di smaltimento la presenza di sostanze pericolose nell’acqua va a scemare.

«I pozzi – spiega l’assessore all’Ambiente Federico Gorbi – seguono una sorta di linea retta da Ponte Stella verso la discarica, lungo la falda acquifera. E via via che si va verso la discarica l’inquinamento diminuisce. Per cui la causa non è lì. L’Ufficio ambiente nei prossimi giorni proseguirà negli accertamenti per delineare meglio l’area interessata e per delineare l’origine dell’inquinamento. Qualche sospetto lo abbiamo già perché quelle sostanze vengono utilizzate solo in determinati tipi di lavorazioni, solo in certi tipi di aziende. L’Asl ha tutti gli strumenti per individuare quali, dato che tali aziende devono tenere dei registri appositi per tutte le sostanze inquinanti».

Per quanto riguarda la durata dell’emergenza, è probabile che i tempi non saranno brevi.

«Il Pvc è un prodotto estremamente volatile – conferma Gorbi – tuttavia i pozzi in cui è stato trovato raggiungono una profondità di 20-30 metri, per cui sarà necessario svuotarli più volte prima che l’acqua che arriva dalla falda li possa ripulire».

L’assessore ribadisce infine di non usare l’acqua dei pozzi neppure per lavarsi: «Trattandosi di una sostanza utilizzata per lucidare rimarrebbe attaccata alla pelle, così come del resto alle stoviglie». —

Massimo Donati

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