Il Tirreno

Pistoia

disservizi in sanità

Cup: il display per le code è rotto da 6 mesi, anziani e malati costretti a restare in piedi

Valentina Vettori
Cup: il display per le code è rotto da 6 mesi, anziani e malati costretti a restare in piedi

Pistoia, l’odissea dei pazienti in attesa del proprio turno al vecchio Ceppo: «Non si può stare a sedere, se ti distrai è finita»

3 MINUTI DI LETTURA





Pistoia. La tecnica migliore è quella di rimanere in piedi, vicino alla porta a vetri da dove si accede agli sportelli. Così che, ogni volta che suona il campanello per segnalare “avanti il prossimo”, si mantiene il controllo su chi entra e non si perde il conto dei numeri. «Chi è l'ultimo?» e via a controllare il proprio bigliettino. «Ma che numero è entrato ora?», e il disorientamento si insinua nelle persone in coda. È tutta una questione di attenzione e organizzazione. . Guai a sedersi o distrarsi, perché il rischio che qualcuno – anche inconsapevolmente – finisca per passarti avanti, è piuttosto frequente, e allora ritrovare il filo si fa più complicato. Specialmente per le persone anziane, magari con qualche problema all'udito.

Storie di ordinari disservizi al Centro di prenotazione unica del Ceppo (il cosiddetto Cup) , in piazza Giovanni XXIII, dove, dal luglio 2018, a oggi, gennaio 2019, il display luminoso che segnala lo scorrere dei numeri, e il relativo sportello dell'operatore che si è liberato – come quello che si trova negli uffici delle Poste, o più semplicemente ai banchi di un qualsiasi supermercato - non funziona più e gli utenti sono costretti a organizzarsi a voce e a mettersi in fila indiana per non perdere il posto.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.17694000:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2019/01/26/news/display-rotto-al-cup-l-asl-si-difende-ma-per-il-ripristino-ancora-niente-date-1.17694000]]

Spesso, però, quando le persone in attesa diventano un po' troppe e si perde il filo dell'organizzazione, tocca ai dipendenti del Cup alzarsi dalle loro scrivanie e affacciarsi alla porta per rimettere ordine al gruppo scomposto. «Che numero ha lei signora? Mi faccia vedere. La prossima a entrare è lei». Capita, però, che qualcuno alla fine si agiti, e tocca sempre ai dipendenti entrare in sala di attesa e placare gli animi.

Il guasto al display luminoso, più volte segnalato anche dal “Tirreno”, risale alla scorsa estate. Tra i primi a segnalare il disservizio ci fu Andrea Brachi, segretario dello Spi Cgil, fotografando il cartello con la scritta “Il numeratore non funziona bene. Organizzarsi a voce”, che era comparso sul distributore dei numeri. Cartello che iniziò a rimbalzare sui profili social di molti pistoiesi, scatenando un'ironia dilagante. Poi, il cartello è scomparso, ma il problema del numeratore guasto è rimasto.

«Basterebbe poco per migliorare il servizio» commenta un uomo in fila, in attesa del suo turno. «Francamente - gli fa eco una signora che si è recata al Cup più volte nell'ultimo periodo - è una cosa un po' anomala. Non si può nemmeno stare a sedere, perché se ti distrai è finita».

In fin dei conti, verrebbe da dire che una cosa come questa, a confronto con l'impegno della sanità pubblica per abbattere le liste di attesa per le visite, è davvero un piccolo problema. Ma perché, se davvero è un piccolo problema, in sei mesi non si è ancora riusciti a risolverlo? In estate l'Asl fece sapere che per la sostituzione del display l'azienda Estar (che si occupa delle forniture sanitarie di tutta la Toscana)si era attivata per una gara d'appalto, ma a distanza di sei mesi il display danneggiato non è ancora stato sostituito. —

Valentina Vettori

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa