Il Tirreno

Pistoia

Accoglienza a Vicofaro, sospensiva confermata dal Consiglio di Stato

Don Massimo Biancalani
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Don Massimo Biancalani

E' stato respinto il ricorso presentato dal Ministero dell'Interno contro la sospensiva del Tribunale amministrativo regionale dela Toscana contro l'ordinanza del comune di Pistoia

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PISTOIA. “Il ministero dell’Interno ricorre in appello contro la recente sospensiva del Tar in favore della nostra accoglienza... Disumanità”. Con queste parole don Massimo Biancalani aveva commentato la decisione del ministero degli Interni di presentare ricorso al Consiglio di Stato dopo che il Tribunale amministrativo regionale, il 15 novembre scorso, aveva accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza dell’11 settembre 2018 con cui il Comune di Pistoia vietava l’accoglienza nella parrocchia di Vicofaro.

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Lunedì 21 gennaio, il nuovo post del parroco dei migranti: “Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del ministero dell’Interno contro la nostra accoglienza a Vicofaro! Resistiamo”. . Al di là dei dubbi avanzati dal legale della parrocchia sulla legittimazione del ministero a proporre appello (l’ordinanza al centro della questione è infatti del Comune di Pistoia) i giudici romani hanno infatti ritenuto “opportuno lasciare la situazione inalterata sino alla decisione “del Tar della Toscana “nel bilanciamento dei contrapposti interessi”. Anche perché proprio per ieri mattina era prevista l’udienza conclusiva davanti ai giudici amministrativi fiorentini, che, conclusa l’istruttoria, si sono riservati i 30 canonici giorni per rendere nota la loro sentenza.

Nel merito del ricorso, in un certo qual modo, il Tar di Firenze aveva già espresso un qualche giudizio nell’accogliere la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocato Umberto Buiani: “Fondatezza del ricorso”, “genericità e mancanza di proporzionalità della misura adottata” i termini utilizzati nel congelare l’ordinanza comunale che imponeva «di cessare l’attività di accoglienza di persone comunitarie ed extracomunitarie» a Vicofaro. Specificando, tuttavia, il Tar, che la propria decisione riguardava solo l’attività relativa al Centro di accoglienza ufficiale e non quella fuori progetto. —
 

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