Il Tirreno

Pistoia

l’amministrazione e i servizi  

Per il convitto delle Crocifissine nessuna certezza all’orizzonte

Valentina Vettori
Per il convitto delle Crocifissine nessuna certezza all’orizzonte

Il Comune garantisce impegno ma il servizio, chiuso da giugno, non riapre Dipendenti e genitori dei ragazzi in consiglio comunale per protestare

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Pistoia. Non ci sono tempi certi sulla riapertura delle Crocifissine, ma l'amministrazione comunale assicura che continuerà ad impegnarsi. Ieri pomeriggio, durante la seduta del consiglio comunale, è stata l'assessore al bilancio Margherita Semplici a rispondere all'interpellanza del consigliere Pd Alvaro Alberti sull'interruzione, nel giugno 2018, del servizio di semiconvitto in via della Provvidenza, in un edificio, come è emerso, privo di agibilità e con grossi problemi strutturali. In aula, oltre a due delle lavoratrici che dopo la chiusura hanno perso il lavoro, anche alcune mamme di ragazzi che, fino allo scorso anno, frequentavano il semiconvitto. Un servizio (somministrazione del pranzo e doposcuola) gestito dal Comune, che accoglieva una settantina di ragazzi di scuole medie e superiori.
«Vogliamo tempi certi sulla riapertura delle Crocifissine – hanno detto – Invece si continua a far finta di nulla». L'amministrazione però ribadisce l'impegno. In primis, con la pubblicazione della manifestazione di interesse, nel luglio scorso, per l’utilizzo del fabbricato (il progetto ritenuto ammissibile è del Consorzio Co&So), attraverso una nuova modalità di gestione, meno onerosa rispetto al passato. Nel biennio 2016-2018, per il servizio appaltato, il Comune spese 3.500 euro annui per ogni ragazzo. Una cifra che ha spinto l'amministrazione Tomasi a «cambiare logica» come ha ricordato Semplici.

La struttura, però, non ha l'agibilità e necessita di importanti interventi, tra cui il sistema antincendio e le verifiche sismiche. Risorse che il Comune, in via prioritaria, ha dirottato sulle verifiche statiche e sismiche su una ventina di scuole. È, quindi, «impossibile per l’amministrazione affrontare opere di messa a norma dell’immobile di via della Provvidenza».

Nel frattempo il servizio è stato sostituito con un'attività di doposcuola, garantito da Co&So, alle Collodi. «Questa soluzione adottata da Co&So - conclude Semplici - ha garantito anche l’occupazione della maggior parte del personale dipendente delle cooperative esecutrici del vecchio appalto». Ma le lavoratrici, accompagnate da Silvia Biagini della Cgil, la pensano diversamente. Tre di loro, tra cui Fulvia Passerotti e Martina Marini, hanno perso il lavoro, Angelica Mariotti ed Eleonora Giovannetti sono invece state riassorbite nel servizio di doposcuola alle Collodi, ma hanno dovuto dire addio a un contratto a tempo indeterminato, sostituito da uno in scadenza a giugno.

«Senza tempi certi sulla riapertura - dicono - non sappiamo cosa sarà del nostro futuro. Il nostro lavoro è legato alle attività del semiconvitto». —

Valentina Vettori

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