Il dolore
Una voce per le vittime di mafie e terrorismi
Anche Tina Montinaro alla tavola rotonda al Bolognini con magistrati, avvocati e familiari di chi è stato ucciso
PISTOIA. Mafie e terrorismi hanno molto in comune. Soprattutto le vittime. Non tanto i magistrati o i politici uccisi, i cui nomi sono ben noti a tutti, bensì le decine e decine di poliziotti, carabinieri, finanzieri delle loro scorte, che per la propria missione sono arrivati a sacrificare la vita. E poi le centinaia di familiari, che dai mafiosi e dai terroristi hanno subito ferite che, sul corpo o nell’anima, si porteranno dietro per sempre.
Come Tina Montinaro, vedova di Antonio, il capo scorta del giudice Giovanni Falcone, saltato in aria assieme a lui e ai colleghi Vito Schifani e Rocco Dicillo. È stata lei la prima, nel nostro paese, a dar voce a questi morti, alle vittime delle scorte, e a far sì che, anche loro, come magistrati e politici, venissero finalmente chiamati per nome. Accomunati dalla stessa dignità.
Per questo Tina Montinaro sarà una dei principali protagonisti del convegno (ma sarà più una tavola rotonda) che la sua associazione “Quarto Savona 15”, la sottosezione di Pistoia dell’Associazione nazionale magistrati e il Gruppo biblioteca-Gruppo avvocati biblioteca del Tribunale di Pistoia hanno organizzato per domani al Teatro Bolognini, dalle 16 alle 19. “Le vittime delle mafie e dei terrorismi” si intitola, con termini volutamente indicati al plurale. Perché anche di mafia non ce n’è una sola.
L’iniziativa è stata presentata ieri alla Libreria Il Globo di via Buozzi. Dal magistrato Luigi Boccia, presidente della sezione Anm, e dal responsabile del Gruppo biblioteca, l’avvocato Nicola Caldarulo. E anche dalla stessa Tina Montinaro: «Ormai Pistoia è diventata come casa mia», roiferendosi al fatto che nella nostra città ha già più volte portato la propria testimonianza. Così come in altre parti d’Italia, soprattutto incontrando gli studenti. «E per questo, noi familiari, a volte veniamo accusati di esibizionismo, perché andiamo in giro a parlare dei nostri morti. Ma non siamo noi che ci dobbiamo vergognare. I criminali che vanno in tv, che scrivono libri: sono questi vigliacchi, terroristi e mafiosi, a doversi vergognare».
Perché ricordare, raccontare ai più giovani, coloro che non c’erano ancora, ciò che è accaduto è fondamentale ha sottolineato il pm Luigi Boccia. «Cesare Battisti – ha aggiunto Tino Montinaro – I nostri giovani devono sapere cosa lui ha fatto in questo paese, oggi che c’é chi parla di accanimento e del tanto tempo ormai passato».
Di mafie, terrorismo e soprattutto di vittime e della loro tutela si parlerà domani al Bolognini: un incontro aperto a tutta la cittadinanza. —
M.D.
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