Gioco
Sì di quattro famiglie a Don Biancalani: ospiteranno in casa migranti di Vicofaro
Pistoia, prime risposte all’appello del prete per aprire le proprie porte agli extracomunitari rimasti senza permesso di soggiorno
PISTOIA. Stavolta hanno risposto in quattro. Quattro persone che, nei prossimi giorni, apriranno le porte delle loro case per accogliere alcuni dei giovani migranti, fuorisciti da altri progetti di accoglienza, che sono ospiti della parrocchia di Vicofaro. A lanciare l’appello via social network è stato don Massimo Biancalani, alla disperata ricerca di qualche famiglia disponibile a ospitare i dieci ragazzi con il permesso di soggiorno scaduto, e che l’Ufficio immigrazione della Questura non può rinnovare.
Per chiedere il rinnovo del documento, di sei mesi in sei mesi, le persone devono dimostrare la titolarità di un domicilio e della dichiarazione di ospitalità da parte di qualcuno. Tutti requisiti che i locali della parrocchia di Vicofaro non hanno più, dopo che lo scorso settembre – a seguito di sopralluoghi di Asl e Vigili del Fuoco – l’Ufficio urbanistica del Comune di Pistoia ha firmato un’ordinanza che vieta lo svolgimento dell’attività di accoglienza per la non idoneità degli ambienti della parrocchia.
A quel tempo, don Biancalani nella sua parrocchia aveva un’ottantina di migranti. Oggi sono almeno un centinaio e, via via che i loro permessi di soggiorno scadono, sempre più persone si troveranno in quella condizione.
Il primo appello del parroco, lo scorso dicembre, cadde nel vuoto. A questo secondo tentativo, invece, hanno già risposto in quattro e altrettante persone, un po’ da tutta la provincia, hanno preso contatti con Vicofaro per capire come potersi attivare.
«Ho lanciato questo appello – racconta il prete – perché molti dei ragazzi a cui è scaduto il permesso di soggiorno mi dicono di voler andare via da Pistoia, ma allo steso tempo senza il documento non possono partire».
Se, invece, qualche famiglia potesse ospitarli, almeno per il tempo necessario al rinnovo del documento, i migranti che volessero farlo, sarebbero poi liberi di partire.
In quattro, come detto, hanno già dato la loro disponibilità a ospitare altrettanti giovani. Tra loro c’è anche una signora di Pescia (di cui però, come chiesto, non diffondiamo le generalità). «Do il mio pieno sostegno a don Massimo – racconta al Tirreno – perché la sua è un’opera di grande accoglienza cristiana. Ho conosciuto alcuni di quei ragazzi tempo fa, sono persone per bene. Appena ho saputo dell’appello l’ho chiamato e gli ho dato la mia disponibilità. Già domani (oggi per chi legge, ndr) andrò a Vicofaro. Quello che faccio è un piccolo gesto, ma spero che possa essere seguito da altre persone. Qui si tratta di umanità. Se molte altre cooperative e associazioni che operano nell’ambito dell’accoglienza si facessero carico delle persone che escono dai progetti, come fa don Massimo, non saremmo certamente a questo punto».
Intanto, fra meno di una settimana, il 22 gennaio è attesa la sentenza del Tribunale amministrativo di Firenze sul ricorso che don Biancalani e il suo legale Umberto Buiani avevano presentato contro l’ordinanza del Comune di Pistoia che ha disposto la fine dell’attività di accoglienza a Vicofaro.
Il 14 novembre scorso sempre il Tar si era pronunciato favorevolmente circa la sospensiva del provvedimento, che però scattò solo per i locali che riguardavano il Centro di accoglienza straordinaria che si trovava al primo piano della struttura.
Centro che, la Prefettura di Pistoia, sempre in virtù delle rilevazioni di Vigili del fuoco e Asl, decise di trasferire a Ramini prima ancora della firma dell’ordinanza del Comune di Pistoia. –
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