Gioco
«Se davvero c’era una congiura Mangoni dove restare e vincere»
AGLIANA. «Adesso mi prendo un po’ di tempo per capire cosa fare». Dopo aver lasciato il Partito democratico, il sindaco di Agliana Giacomo Mangoni non si sbilancia su una sua possibile ricandidatura alle elezioni in programma tra pochi mesi, a questo punto, però, fuori dal perimetro delle primarie.
La decisione di “divorziare dal Pd” è stata resa nota sabato con una nota in cui Mangoni ha fatto nuovamente riferimento all’influenza nella vita politica e amministrativa aglianese di quei “poteri forti” da lui stesso più volte richiamati negli ultimi tempi.
«Per quanto riguarda i poteri forti e la lobby del cemento – ha spiegato ieri Mangoni – non credo di dover chiarire altro. In queste settimane ho già detto tutto quello che dovevo dire, arrivando perfino a presentare una mozione all’assemblea del Pd di Agliana».
Il primo a intervenire, domenica, dopo la decisione di lasciare il Pd comunicata da Mangoni è stato Massimo Vanniccini – ex assessore della sua giunta e, fino a poche ore fa, suo avversario alle primarie. «A sorpresa, a nemmeno un paio di giorni dalla riunione del comitato di garanzia che avrebbe fissato la data delle primarie – ha scritto in un post su Facebook – il sindaco si ritira dalla corsa e rilancia accuse su poteri forti, burattini, ecc. Su questo mi sento solo di fare una considerazione: se davvero qualcuno ha tramato per farlo fuori, al di fuori della legittima competizione elettorale a primarie, con il consenso popolare che dichiara di avere non gli restava che partecipare alle stesse, anche da lui votate e approvate, e vincere».
A dire la propria su tutta la vicenda attraverso Facebook, è stato, ieri, l’ex segretario comunale Pd (che aveva lasciato il partito poco dopo le elezioni del 2014) Guido Del Fante. «In politica, come nella vita – ha scritto – gli errori si pagano, le responsabilità restano. Ma adesso è tempo di aprire una nuova stagione. Dopo il licenziamento forzato di Vannuccini, dopo mesi di discussioni, articoli, attacchi pubblici, il sindaco lascia il Pd e non parteciperà alle primarie. Devo dire che sono rimasto perplesso, in quanto proprio cinque anni fa il sindaco presentò le firme alla mia persona per chiedere le primarie che gli vennero concesse nonostante l’ottimo lavoro dell’amministrazione Ciampolini. Oggi, però, attacca tutti senza fare nessun mea culpa. Che in questi cinque anni, purtroppo, sia stato fatto davvero poco è sotto gli occhi di tutti. Certamente non ha responsabilità solo il sindaco. Credo che serva a tutti riflettere e tornare a parlare di politica. Per questo in diverse occasioni avevo esortato ad aprire a primarie di coalizione in modo da riavvicinare chi era stato allontanato dal partito. Chi era stato attaccato come me cinque anni fa con lettere denigratorie. Mettiamoci a sedere e guardiamoci negli occhi. Di tempo non ne abbiamo più».
Dopo l’annuncio di Mangoni non si è, invece, ancora espresso il Partito democratico di Agliana. —
T.A.
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