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operazione whitewash 

Permessi di soggiorno facili il “capo” chiede di patteggiare

Permessi di soggiorno facili il “capo” chiede di patteggiare

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PISTOIA. Ha scelto di patteggiare la pena Iqbal Asjid, 42 anni, il pakistano da anni residente a Pistoia ritenuto dalla procura della Repubblica l’ideatore e l’artefice del giro di permessi di soggiorno facili portato alla luce dalla Squadra mobile della questura con l’operazione “Whitewash”, che, a gennaio 2018, era culminata con l’arresto di 13 persone.

E ieri mattina, nelle prime fasi dell’udienza preliminare davanti al gup, hanno deciso di chiedere un rito alternativo anche quattro suoi connazionali, sotto accusa assieme ad altri 7 imputati per i quali il pm Claudio Curreli ha chiesto il rinvio a giudizio. Come detto, difeso dagli avvocati Bruno Benelli e antonio bertei di Prato, Iqbal ha chiesto il patteggiamento, così come Muhammad Chaudhry, 56 anni, domiciliato a Prato. Fiaz Ahmad, 43 anni, domiciliato a Pistoia, Shahbaz Ahmed, 48 anni, e Qaisar Amir, 42 anni, hanno chiesto invece di essere processati con il rito abbreviato.

Per gli altri sette imputati invece è iniziata la discussione, che si concluderà domani pomeriggio con il rinvio a giudizio o con il proscioglimento. Si tratta del commercialista Massimo Morini, 70 anni, di Monsummano; Gabriele Adriano Gagetti, 61 anni, di San Giuliano Terme, anche lui commercialista; Barbara Capecchi, 49 anni, di Agliana; e Salvatore Bracco, 48 anni, domiciliato a Capraia e Limite; Enrico Ricciarini, 59 anni, e Sergio Cotti, 56 anni, dipendenti del Comune di Pistoia; e Valerio De Angelis, 54 anni, di Pistoia, dipendente della prefettura.

Corruzione, violazione del segreto di ufficio, traffico di influenze illecite, falso ideologico e materiale, omissione di atti d’ufficio, procurato ingresso illegale e agevolazione della permanenza nel territorio dello Stato di almeno 181 cittadini stranieri i reati contestati nell’ambito dell’inchiesta della Squadra mobile che, a gennaio 2018, ha portato all’arresto di 13 persone e all’applicazione di altre 5 misure cautelari. Un’operazione che ha fatto luce su un traffico di permessi di soggiorno che vedeva coinvolti anche liberi professionisti, pubblici dipendenti e anche una poliziotta adesso in pensione. Oltre 200 gli indagati. Dai 1.000 ai 1.500 euro per un permesso, dai 4.500 agli 8.000 per un ricongiungimento familiare: queste le cifre che gli stranieri erano disposti a pagare. —

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di Redazione web