Dopo l’ex sindaco Mungai se ne va anche Leonello Fassio
Secondo addio in consiglio comunale tra le file dell’opposizione di centrosinistra Spinelli: «Alleati della coalizione ignorati, il Pd ha agito come fosse da solo»
SERRAVALLE. Dopo la decisione di lasciare il consiglio comunale di Serravalle formalizzata dall’ex sindaco Patrizio Mungai la scorsa settimana, il gruppo di opposizione di centrosinistra perde un altro pezzo: Leonello Fassio ha infatti depositato ieri mattina le proprie dimissioni da consigliere.
Una scelta quella di Fassio – 71enne medico in pensione, candidato nel 2017 come indipendente nella lista “Centrosinistra per Serravalle” – che giunge come diretta conseguenza dell’uscita di scena dell’ormai ex capogruppo Patrizio Mungai.
«Finché c’era Mungai a fare il capogruppo – spiega Leonello Fassio – il nostro era un gruppo forte con competenze diffuse. Venendo meno la sua presenza, anch’io ho deciso di lasciare. Da mesi Mungai, che in consiglio comunale rappresentava per me un punto di riferimento, aveva detto che si sarebbe dimesso e io avevo preannunciato che con le sue dimissioni sarebbero arrivate anche le mie».
Saranno Elisabetta Menchetti e Caterina Benini (rispettivamente prima e seconda tra i non eletti nella lista) a prendere i posti sui banchi dell’opposizione lasciati liberi dal Mungai e Fassio.
«Quello che è accaduto in questi giorni – osserva il segretario del Pd di Serravalle, Leardo Corsini – era nell’aria da mesi. È in corso un’operazione di rinnovamento per il futuro. Adesso entreranno in consiglio persone più giovani. Nonostante questo, le uscite di scena sia di Mungai che di Fassio in questo momento ci hanno colto un po’ di sorpresa e non ci hanno dato modo di contattare le altre forze della coalizione per parlarne».
E proprio sulle mancate comunicazioni agli alleati è intervenuto subito dopo le dimissioni di Mungai Gianfranco Spinelli, assessore del Comune di Serravalle nella passata legislatura. «Ho saputo delle dimissioni di Mungai leggendo il giornale – ha sottolineato – Sarebbe stato corretto, però, che i componenti della coalizione che lo ha sostenuto fossero stati informati prima di rendere pubblica la decisione. Alle elezioni del 2017, Mungai è stato il candidato sindaco non solo del Partito democratico, ma di una coalizione composta anche da Rifondazione, radicali e da Articolo 1– Mdp, forza, quest’ultima, di cui io ero uno dei rappresentanti. Ma in questo anno e mezzo di legislatura il Pd si è comportato come se fosse l’unica forza della lista “Centrosinistra per Serravalle”: non si è mai sognato di consultare gli alleati. Mungai, che stimo e sulla cui decisione non ho nulla da dire, si dimette e parla come fosse stato il candidato sostenuto solamente dal Pd. La correttezza avrebbe richiesto una discussione o almeno una semplice comunicazione all’interno della coalizione. Il Partito democratico, che sta portando avanti l’attività del gruppo di centrosinistra in consiglio senza coinvolgerci, sta facendo un’opposizione estremamente blanda di fronte a un’amministrazione Lunardi immobile, che fino ad oggi non ha fatto nulla e che sarebbe facilmente attaccabile. Adesso il Pd potrebbe almeno interpellarci, in quanto alleati, sulla scelta del capogruppo che andrà a sostituire Patrizio Mungai».
Ed è proprio quella per la scelta del capogruppo la partita aperta in queste ore per il centrosinistra. —
Tommaso Artioli
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