Gioco
Ancora al freddo il “Fedi-Fermi”: l’inviata di “Striscia” porta le coperte
Migliorata invece la situazione negli altri istituti superiori Baldassari: «Entro un mese manifesteremo a Roma»
PISTOIA. Striscia La Notizia arriva a Pistoia e porta delle coperte calde ai ragazzi del Fedi Fermi di viale Adua. È successo ieri mattina, all’orario di uscita da scuola, con grande stupore da parte degli studenti, pronti a fiondarsi a casa dopo una mattinata sui banchi. Un gesto simbolico quello di Chiara Squaglia, inviata del programma televisivo, per ribadire in modo ironico il disagio che i tanti studenti degli istituti superiori di Pistoia e provincia sono costretti a rivivere ogni anno, al momento di rientrare in classe dopo le lunghe festività natalizie.
Un problema non da poco che, dopo la manifestazione di venerdì scorso, alla quale ha aderito un migliaio di studenti, è arrivato alle orecchie degli inviati di Striscia.
«Abbiamo fatto lezione al gelo con temperature tra gli 8 e i 13 gradi a seconda delle aule e delle singole strutture – ha spiegato, al microfono di Chiara Squaglia, Dario Baldassarri, presidente della Consulta provinciale degli studenti – Ci siamo organizzati con coperte, sciarpe e giubbotti, e anche i professori ci hanno dato il loro sostegno. Oggi (ieri, ndr) la situazione è migliore, anche perché la temperatura esterna è di 9 gradi e tutto diventa più sopportabile. Dopo una settimana dal rientro sui banchi in quasi tutte le scuole le temperature stanno tornando a livelli sostenibili. Uniche eccezioni rimangono il Forteguerri, dove i termosifoni sono accesi ma forse occorre più tempo per riscaldare una struttura particolarmente vecchia, e la succursale del Fedi Fermi – precisa il presidente della Consulta – Qui so che il bruciatore non funziona, come lo scorso anno, e ancora non è stato aggiustato».
Che nella succursale del Fedi-Fermi di viale Adua ci sia molto freddo è confermato anche da Giovanbattista Galli, rappresentante di istituto della scuola.
«La settimana scorsa non ci sono stati più di 10 gradi in classe – racconta – I ragazzi sono stati spostati nei laboratori della sede principale perché era impossibile fare lezione con quel freddo».
Soprattutto perché molti studenti devono stare seduti per sei lunghe ore, ritrovandosi piedi e mani gelate.
«Nei laboratori del liceo scientifico c’erano 8 gradi. Abbiamo dovuto attrezzarci anche con delle stufette per non congelare» gli fa eco Andrea De Rosa, vicepresidente della Consulta degli studenti.
Anche al Forteguerri, spiega Anna Cirillo, membro della Consulta, la situazione è stata drastica la scorsa settimana e lo è tuttora: i ragazzi hanno fatto lezione con coperte e borse dell’acqua calda.
«Il prossimo passo sarà andare a Roma – conclude Baldassarri – Ci stiamo già organizzando e contiamo di fare una grande manifestazione entro un mese». —
Alessandra Tuci
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