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Teatro esaurito per Moser gran festa con i vecchi amici
AGLIANA. Teatro Moderno di Agliana gremito in ogni ordine di posti per la proiezione del film-documentario “Scacco al Tempo” incentrato sulla figura di Francesco Moser. Il campione di ciclismo trentino, dagli importanti trascorsi pistoiesi, è stato il protagonista più applaudito della serata, nonostante la frattura al metatarso dopo un incidente con il trattore. A celebrare Moser anche due figure di primo piano del Gs Bottegone, che nel 1971 gli aprì le porte della squadra dilettanti: il presidente Sandrino Fedi e il tecnico Giorgio Vannucci. A commentare la serata è Franco Vettori, factotum del Gs Dino Diddi e organizzatore dell'evento con il supporto del Comune di Agliana, di Agliana Ciclismo e Fil-3. «Una serata da 10 e lode, sono veramente felice per la risposta del pubblico aglianese e dei mass-media. I miei ringraziamenti vanno alla bravissima presentatrice, aglianese, Maria Elena Ulivi, al Comune di Agliana con il sindaco Giacomo Mangoni e l'assessore allo sport Alfredo Buscioni, al Lago 1°Maggio che ci ha ospitati per la cena. Voglio poi elogiare i miei più stretti collaboratori Andrea Acciai, Claudio Taffini, Andrea Gori, Antonio Gigliotti, Rodolfo Natali e Giancarlo Manzoni».
In qualcuno desta stupore la popolarità di cui gode tuttora Moser. «A 30 anni dall'abbandono dell'attività agonistica Francesco è sempre così amato perché è un uomo vero, schietto, un esempio anche nella vita». Enzo Ricciarini, ex-ciclista a suo tempo esponente del Gs Bottegone, residente a Prato, è un grande amico ed accompagnatore di Francesco Moser ed anche ad Agliana ha avuto un ruolo importante. Da 41 anni Ricciarini organizza le Festa del Biciclub che a Narnali di Prato raduna ogni volta gli ex-ciclisti italiani più famosi.
«Con Francesco Moser siamo due fratelli, lo conosco da una vita, spesso gli ho fatto da autista al Giro d'Italia, ma ricordo una volta che dovevamo andare in Abruzzo e lui volle testardamente utilizzare un nuovo navigatore. Per farla breve, ci perdemmo nei campi e qualcuno dovette venirci a recuperare...». Pregi e difetti di Moser? «Coincidono. Lui é come me, un tipo schietto, che se deve mandare al diavolo qualcuno non si fa certo pregare». —
Stefano Fiori
Altro servizio a pag.18
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