Attenzione
«Non vogliamo più studiare al freddo» Mille studenti scendono in piazza
Alta la partecipazione alla manifestazione provinciale Una delegazione si è incontrata con la consigliera Niccoli
Pistoia. In prima fila, a reggere gli striscioni, ci sono le studentesse del liceo artistico Policarpo Petrocchi e del liceo classico Forteguerri, due tra le scuole superiori pistoiesi (l'altra è la succursale del Fedi-Fermi) dove si sono registrati in questi giorni i maggiori disagi legati alle basse temperature nelle aule. Alle loro spalle, un fiume di studenti.
Il colpo d’occhio è di quelli come non se ne vedeva da tempo. La manifestazione – quasi mille i presenti, secondo le stime fornite dagli organizzatori della Consulta degli studenti – è senz’altro la più partecipata degli ultimi anni. Segno, forse, che il bicchiere dei disagi per le condizioni strutturali delle scuole superiori è ormai colmo, e che i problemi legati al freddo nelle scuole sono solo - è proprio il caso di dirlo - la punta dell'iceberg di una serie di criticità ben più preoccupanti.
La manifestazione di ieri, però, era stata promossa dalla Consulta e dai rappresentanti d’istituto di diverse scuole pistoiesi, dopo che – al rientro sui banchi di scuola lunedì 7 gennaio - in quasi tutti gli edifici, i ragazzi avevano lamentato temperature ben sotto la soglia dei 18 gradi previsti per legge. Una situazione di disagio che è proseguita anche nei giorni successivi e che soltanto giovedì, grazie anche alle condizioni meteo, è sostanzialmente migliorata.
Nessuna bandiera politica nel corteo, qualche tricolore al collo e una sola bandiera europea sventolata tra la folla, a sottolineare che l’epoca delle manifestazioni con un colore politico dichiarato è ormai da tempo superata.
Per il resto, però, è un corteo colorato e rumoroso. I ragazzi intonano cori da stadio, canzoni che vanno dai Ricchi e Poveri ad Albano e Romina, persino l'Inno d'Italia. A un certo punto intonano anche “Bella ciao”.
Per l’intera settimana, il botta e risposta degli studenti con la Provincia – l’ente preposto alla gestione dell’edilizia scolastica superiore – è andato avanti a colpi di termometri, misurazione dei gradi centigradi, con tanto di foto a testimoniarne la veridicità delle affermazioni, e coperte di lana sotto al banco. Da una parte gli studenti a denunciare. Dal canto suo, la Provincia che ribatte alle accuse sottolineando di aver fatto tutto quanto era nelle sue possibilità per ripristinare temperature sopportabili negli edifici.
Il corteo studentesco, partito da piazza San Francesco alle 9,15 circa, si è snodato lungo corso Gramsci, risalendo poi – nel senso opposto alla marcia consentita alle auto - verso corso Silvano Fedi e via del Can Bianco. L’ultimo tratto prima di raggiungere piazza San Leone, sede della Provincia.
Lì l'intervento del presidente della Consulta Dario Baldassarri che, qualche minuto dopo, insieme a una delegazione di studenti, è salito per incontrare Marzia Niccoli, sindaca di Massa e Cozzile e consigliera provinciale con delega all'edilizia scolastica, insieme al dirigente della Provincia Renato Ferretti. «Per noi la scuola è una priorità - esordisce Niccoli davanti ai ragazzi - Capisco i disagi e le difficoltà, ma sono dispiaciuta per quanto detto nei giorni scorsi dalla Consulta, sul fatto che la Provincia non abbia mostrato attenzione al problema del freddo nelle scuole. Lunedì 7 non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione sui problemi, ma il giorno successivo, non appena saputo dei disagi, ci siamo attivati per risolverli. Abbiamo fatto tutto il possibile, e continueremo a farlo, consapevoli delle difficoltà economiche dell'ente. Ieri (giovedì per chi legge, ndr) ho svolto un sopralluogo al Fedi-Fermi dove abbiamo visto che la situazione è rientrata. Qualche problema rimane ancora al liceo Petrocchi, ma confermiamo la nostra totale disponibilità all'ascolto e al confronto con gli studenti. La scuola, lo ripeto, è una priorità». —
Valentina Vettori
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