Il Tirreno

Pistoia

le voci del corteo 

«Con il plaid sotto il banco e il piumino addosso»

V.V.

Termosifoni troppo piccoli e spesso gelidi, spifferi dalle finestre malconce «E in alcune aule in viale Adua la temperatura era arrivata a 7-10 gradi»   

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PISTOIA A differenza di Linus, il tenero personaggio dei fumetti Peanuts uscito dalla matita di Charles Schulz, che non si separava mai dalla sua coperta per una questione affettiva, gli studenti delle scuole pistoiesi la coperta di casa la mettono nello zaino per necessità. «Andiamo a scuola con il plaid. Lo teniamo sotto il banco al posto dei libri». Mariasole Manta, studentessa del liceo Forteguerri, regge tra le mani un lembo di uno striscione e sfila in corteo di fianco ai suoi compagni di scuola.

È scesa in piazza per manifestare e far sentire la sua voce, insieme a quella di altre centinaia di studenti stufi, come lei, dei continui problemi che vivono nelle loro scuole. Termosifoni troppo piccoli e spifferi gelidi che entrano dalle finestre sono il peggiore incubo. «Il nostro - dice - è un edificio molto vecchio, dalle finestre entra sempre freddo, e anche con il riscaldamento acceso le aule non si scaldano mai. Spesso teniamo i guanti».

«Ogni anno, al rientro dalle vacanze di Natale, c'è lo stesso problema - le fa eco Alessia Paoli, rappresentante d'istituto al tecnico Fedi-Fermi di viale Adua - Nelle aule e nei laboratori si gela. I primi giorni in alcune aule si andava dai 7 ai 10 gradi. La situazione peggiore è nell'edificio del Fermi (la "succursale" che ospita anche gli studenti del liceo scientifico Duca d'Aosta e dell'artistico Petrocchi, ndr), dove la dispersione termica è tremenda. I ragazzi fanno lezione con i guanti e il giacchetto. Anche se rispetto ai primi giorni la situazione è un po' migliorata, non si può certo dire che sia tornata normale, eppure basterebbe lasciare i riscaldamenti accesi più a lungo. Invece niente».

«Per fare lezione in tranquillità - racconta Alessio Marrassini studente del liceo Petrocchi - bisognerebbe sempre stare al termosifone. Indossiamo sempre il piumino. Ci dicono che la Provincia può tenere accesi i riscaldamenti solo qualche ora al giorno, e questi poi sono i risultati».

«Escludendo gli studenti del liceo scientifico e dell'istituto agrario, che non hanno avuto problemi - commenta Lavinia Ferrari, rappresentante d'istituto del liceo artistico Petrocchi - , tutte le altre scuole pistoiesi sono scese in strada. C'è una grande partecipazione, e questo è davvero importante».

«Il problema, quasi in tutte le scuole, è ormai rientrato - commenta Dario Baldassarri, presidente della Consulta provinciale degli studenti -, ma la questione che poniamo alla Provincia è, visto che ogni anno si ripete la stessa storia e che, comunque, questo è un tema su cui si può intervenire per tempo, come mai non si è pensato ad accendere i riscaldamenti qualche giorno prima facendo fronte al problema? Nei giorni di rientro dalle vacanze erano state annunciate temperature più rigide rispetto allo scorso anno. Probabilmente c'è stato anche un problema di comunicazione tra scuole e Provincia, ma resta il fatto che si sarebbe potuti intervenire meglio e prima. È vero che la Provincia non ha le risorse per interventi strutturali, ma sulla questione del riscaldamento credo che basti una programmazione migliore delle caldaie». —

V.V.

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