Il Tirreno

Pistoia

agliana 

Una serata a tu per tu con Francesco Moser

Stefano Fiori

Il campione di ciclismo sarà al Teatro Moderno in occasione della proiezione del film documentario sulla sua vita

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AGLIANA. Che Francesco Moser avesse dei legami molto stretti con Pistoia e provincia è ormai cosa risaputa e non c’è quindi da meravigliarsi se domani il “Checco nazionale” (uno dei suoi soprannomi storici) sarà l’ospite di una serata interamente organizzata in suo onore ad Agliana.

La serata di domani si basa sulla proiezione in anteprima del film documentario “Scacco al Tempo” che ripercorre la vita sportiva e non di Francesco Moser. Il regista del film-documentario con protagonista l’asso trentino, prodotto da Filmwork, Tipota e Trentino Film Commission, è Nello Correale, che ha garantito la sua presenza alla serata. Il programma prevede la cena ad invito alle 19,15, al Lago 1°Maggio, in via Ugo Foscolo, ad Agliana, con un menù speciale a cura dello chef Davide Mencuccini, nel quale il tartufo di San Miniato avrà un ruolo importante.

Attorno alle ore 21 avrà inizio la proiezione del film documentario “Scacco al Tempo”, al Teatro Moderno di Agliana. Seguirà un interessante incontro del campione trentino con i rappresentanti dei mass media presenti all’evento.

Del resto tutta la vita di Francesco Moser assomiglia ad un film: nato in una famiglia a carattere patriarcale, legata alla coltivazione e allo sfruttamento del fertile terreno attorno al paese natale di Palù di Giovo, guidata da papà Ignazio, che scomparve però troppo presto, e dalla leggendaria mamma Cecilia, che mise al mondo ben 12 figli, Francesco – classe 1951 – fu affascinato dal ciclismo a 18 anni. Il suo idolo era suo fratello maggiore Aldo, ottimo professionista per tanti anni e spesso piazzato al Giro d’Italia. E per seguire le sue orme, Francesco inforcò la prima bici, riuscendo quasi subito a primeggiare in diverse corse trentine.

Il suo feeling con Pistoia e dintorni nacque però nel settembre del 1970, quando il mitico diesse pistoiese Giorgio Vannucci, alla guida dei giovani ciclisti del GS Bottegone, lo notò nella corsa di Ceserano, presso Fivizzano. Pur non vincendo, Moser fu protagonista di una strabiliante rincorsa al gruppo dei battistrada e da un ritardo di 10 minuti sul traguardo accusò un distacco inferiore ai due minuti.

Vannucci, che di talenti se ne intendeva e se ne intende tuttora, convinse i dirigenti del GS Bottegone Mobiexport a tesserare quel dilettante dalle doti eccezionali per la stagione agonistica 1971 e da lì iniziò la saga sportiva di Francesco Moser: 24 successi nel 1971 tra strada e pista, inclusi il Giro d’Italia e il GP Del Rosso a Montecatini, e lo stesso bottino nel 1972, con il campionato italiano dilettanti conquistato a Romito Magra.

Vittorie indimenticabili, che fecero salire la temperatura sportiva degli appassionati di ciclismo bottegonesi a livelli inimmaginabili. Così, nel 1973, arrivò il meritato approdo al professionismo con il leggendario team pratese della Filotex. E molti atleti di quella squadra verranno oggi a salutare l’ex collega Moser, da Roberto Poggiali a Marcello Mugnaini e tanti altri. Vi è infine da dire che dopo pochi anni Giorgio Vannucci tornò a dirigere con grande successo il suo pupillo trentino dall’ammiraglia, stavolta però tra i professionisti. —

Stefano Fiori

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