Sola, senza più lavoro e con la casa invivibile
Disoccupata da due mesi e mezzo, vive grazie alla Caritas ma i problemi sono tanti e ha deciso di chiedere aiuto per trovare un impiego
PISTOIA. Sul tavolo di cucina ci sono i sacchetti di pasta e di riso, le scatolette di tonno e di pomodoro. «Scusi il disordine, questo è il pacco spesa della Caritas». Veronica fa spazio, tiene gli occhi bassi come a chiedere scusa. La cucina è piccola e dignitosa, così come le camerette. Il problema vero è in bagno, dove il water ha tracimato e sul pavimento si è disperso tutto il suo nauseabondo contenuto. . Veronica un po’ si vergogna a far vedere la scena, chiude subito la porta. Ma quel terrificante guasto ha fatto traboccare anche il vaso della sua sopportazione, già colmo da tempo, e l’ha spinta a rendere pubblica la sua terribile situazione e a chiedere aiuto tramite “Il Tirreno”.
Veronica Frosini da quattro anni vive in un alloggio Spes di via Bellini. C’è arrivata dopo aver attraversato un’infanzia difficile, un matrimonio iniziato a 22 anni e finito quattordici anni dopo, che le ha regalato un figlio oggi di 20 anni («studia, è bravo, l’unica cosa buona che ho fatto» sorride lei). E poi altri anni duri, tra lavori saltuari, sussidi, un padre malato a cui pensare e i soldi che non bastano mai.
Fino a due mesi e mezzo fa, quando l’anziano che assisteva è morto e Veronica è rimasta senza lavoro e senza soldi, in attesa di un trattamento di disoccupazione che si fa ancora attendere. In quella casa piena di problemi, come gli spifferi alle finestre e le infiltrazioni d’acqua. «L’ho detto a tutti che qui ci sono tante cose che non vanno, ma la Spes mi dice che non può far nulla».
Poi, ieri di prima mattina la casa che si riempie di cattivo odore, il bagno trasformato in un immondezzaio. Veronica telefona al Comune, all’Asl, alla Spes, vengono anche i vigili urbani, dicono che faranno un rapporto, ma alla fine nessuno l’aiuta. E a lei scoppiano i nervi, si mette a piangere.
«Non chiedo elemosine – dice – non voglio che mi si dia un aiuto. Sì, adesso tiriamo avanti in questo modo, è vero e ringrazio chi ci aiuta. Ma io ho sempre lavorato e di quello ho bisogno. Quello soltanto chiedo: un lavoro, che mi consenta di andare avanti». E di pensare che anche nelle finestre sempre chiuse di quella casa popolare possa entrare un po’ di luce. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
