Sicurezza
Bancarotta ed evasione: chiesti 9 rinvii a giudizio
Sotto accusa per il fallimento di due aziende fra il 2013 e il 2014 imprenditori, commercialisti e sindaci revisori
PISTOIA. Bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale: queste le imputazioni principali per le quali la procura di Pistoia ha chiesto il rinvio a giudizio di nove persone, tra cui imprenditori, sindaci revisori e commercialisti. Tra loro, Paolo Rafanelli, ex presidente di Fidi Toscana (la società finanziaria per l’accesso al credito di impresa partecipata dalla Regione) e diversi anni fa nel cda di Publiservizi, e Piero Giovannini, commercialista ed ex assessore comunale di Pistoia.. Due le aziende al centro dell’inchiesta portata avanti dalla sezione di pg della Guardia di Finanza: la Amerigo srl e la Toscana Uno srl, entrambe di Pistoia ed entrambe fallite, la prima nel 2013 e la seconda l’anno successivo.
Per la bancarotta documentale della Amerigo srl, sotto accusa ci sono Felice Buonanno, amministratore unico, Rafanelli, considerato amministratore di fatto, e Roberta Costantini, detentrice di fatto delle scritture contabili: i tre avrebbero reso impossibile la ricostruzione del patrimonio e degli affari dell’azienda. I primi due, inoltre, insieme al commercialista Vincenzo Fera, con studio a Montecatini, sono accusati di aver distratto o occultato beni dell’azienda per 2.449.000 euro.
Quindi, i sindaci revisori effettivi e supplenti: Piero Giovannini, Luca Savinio, Stefano Fabbri e Giovanni Bonacchi: omettendo di esercitare le loro funzioni di controllo, secondo la procura avrebbero aggravato il dissesto della Amerigo srl.
Per quanto riguarda l’evasione fiscale, Rafanelli e Buonanno avrebbero omesso di pagare oltre 2.400.000 euro fra imposte sui redditi, Iva e sanzioni.
La Toscana Uno srl era un’impresa collegata alla Amerigo e fallita un anno dopo. Anche in questo caso la procura ha ravvisato il reato di bancarotta fraudolenta: imputati, Rafanelli, Costantini e Fera per la distruzione o la sottrazione dei documenti contabili; Rafanelli, Fera e Sabina De Marco per la distrazione di risorse per oltre 320.000 euro; Rafanelli e Costantini per aver distratto risorse per 812.000 euro.
Di evasione fiscale sono imputati invece i soli Rafanelli e Fera (non avrebbero pagato 1.280.000 euro fra imposte sui redditi ed Iva), così come del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti rilasciate ad una terza azienda che le avrebbe utilizzate per evadere a sua volta le tasse.
Ieri mattina, in tribunale, l’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio, che, a causa di un difetto nelle notifiche, è slittata al prossimo giugno. —
Massimo Donati
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