Il Tirreno

Pistoia

la novità del 2019 

«Con la fattura elettronica si darà un colpo al lavoro nero»

A.T.- D.M.
«Con la fattura elettronica si darà un colpo al lavoro nero»

I commercianti plaudono all’introduzione del sistema che sostituirà il cartaceo ma c’è anche chi, come ristoratori e benzinai, teme un incremento dei costi  

4 MINUTI DI LETTURA





pistoia. Arriva la fatturazione elettronica, ma i commercianti pistoiesi non sembrano spaventati. Anzi. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dato che un cambiamento nella vita di tutti i giorni genera spesso ansia e scetticismo, sono in molti a vedere l’arrivo della fattura elettronica come un buon mezzo per boicottare il cartaceo e forse dare una svolta all’annosa battaglia contro il lavoro nero. Insomma, certo è che, volenti o nolenti, dal 1° gennaio la fatturazione elettronica è d’obbligo e per questo molti commercianti dicono di essersi già rimboccati le maniche per adeguarsi a questa novità.

Ricordiamo che la fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che permette di abbandonare per sempre il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa spedizione e conservazione. Attenzione però: può essere fatta solo se si sono dotati i propri pc, smartphone o tablet di un apposito software.

«Sono pronto da un mese, credo che all’inizio sia un pochino difficoltoso entrare nel meccanismo ma penso che nel lungo periodo ne beneficeremo tutti –spiega Edoardo Cipollari, titolare dell’omonima norcineria-macelleria di piazza della Sala – Io sono ragioniere, quindi magari sono avvantaggiato in questo, ma credo davvero che il sistema elettronico porti un notevole risparmio, sia di carta che di tempo».

Buone impressioni arrivano anche dal Magna Tomilia Street Food di piazza Gavinana: il nuovo gestore è nel regime dei minimi (ricordiamo infatti che, almeno per ora, chi rientra in questo regime, così come in quello forfettario, non è tenuto ad emettere fattura), ma si sta già documentando perché sembra che presto questo metodo sarà esteso a tutti. «Temo che tra poco dovrò farla e per questo mi sto già attivando – commenta Daniele Nannini – Sono molto positivo al riguardo, credo che per il rispetto dell’ambiente sia un bel passo avanti».

Non solo, prosegue il gestore: il sistema elettronico semplifica il meccanismo stesso della fatturazione e lo rende più celere. «Arriva direttamente sulla Pec e non dobbiamo aspettare niente. Mi sembra un sistema immediato e più semplice. Lati negativi non credo ce ne siano».

Dello stesso parere anche Michele, designer grafica e moda: «Non ho ancora ancora fatto la prima fattura, sono in fase di registrazione, ho preso il mio codice all’Agenzia delle Entrate e per ora è stata una procedura molto veloce. Credo possa contenere i danni del nero ed essere un modo più funzionale per gestire tutte le fatturazioni».

Ottimisti anche Massimo e Manuela Menichini dell’omonimo negozio di strumenti musicali. «Siamo pronti, le facevamo già per enti pubblici, ancora nel privato non abbiamo sperimentato. I controlli saranno maggiori e speriamo si tolga un po’ di nero».

Il passaggio è però stato troppo veloce secondo Maria Assunta Poli, del “Sauro e Assunta Frutta e Verdura” di piazza della Sala, soprattutto perché occorre imparare velocemente e dotarsi di pc. «Però se si deve fare si farà – spiega – dovremo prenderci la mano».

Pronti anche alla Ferramenta Mencarelli: «Un sistema rapido e senza cartaceo – commenta Serena Mencarelli – però i costi sono aumentati e magari il piccolo commerciante è un po’ penalizzato».

Tra le categorie economiche che per Confesercenti subiscono maggiormente l’impegno quotidiano ed economico nella gestione della fatturazione elettronica ci sono le imprese di somministrazione e i distributori di carburanti.

«Finora – dice Claudio Chimenti, titolare del ristorante Corsaro Verde, a Montecatini – rilasciavamo nell’immediato al cliente ricevute o fatture fiscali. Oggi con la fatturazione elettronica cambia tutto: in tanti ancora non hanno il codice necessario e allora siamo costretti a fare delle fatture di cortesia, per poi la sera rifare tutto da capo in via telematica. Quindi un aggravio di tempo, ma anche di soldi, dato che il programma di gestione costa anche oltre 500 euro l’anno».

«Ogni rifornimento che facciamo – gli fa eco Andrea Stefanelli, gestore della stazione di servizio Esso in corso Matteotti, a Montecatini – necessita di una fattura elettronica. Prima avevamo la scheda carburante e bastava un timbro fino al riepilogo alla fine di ogni mese; ora anche per un rifornimento da 10 o 20 euro dobbiamo emettere fattura elettronica e, specie in questa prima fase in cui i clienti non sono ancora censiti, è una enorme perdita di tempo se si tiene conto che nella mia struttura faccio centinaia di fatture al giorno». —

A.T.- D.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web