Italia
Allo zoo di Pistoia è arrivato l’Orso Gatto che profuma di popcorn al burro
Nel grande parco è tempo di bilanci, ma l’anno appena iniziato ha portato già delle novità: una coppia di Binturong, da primavera visibili a tutti
PISTOIA. Un 2018 che si è concluso al meglio per il Giardino Zoologico di Pistoia, che si prepara a questo nuovo anno con tante iniziative e sorprese. La novità principale è l’Orso Gatto (Binturong), un animale molto particolare, con una coda lunga e prensile. Addirittura una coppia quella arrivata in via Pieve a Celle, che la prossima primavera, terminato il periodo di ambientamento, potrà essere mostrata al pubblico.
L’Orso Gatto, o Gatto orsino, è una specie piuttosto rara che vive nelle foreste dell’Asia sudorientale. Di corporatura robusta e dimensioni ragguardevoli, può raggiungere un peso di 14 chili. Ma a dispetto della mole, vive sugli alberi e, insieme al cercoletto (un procionide), è l’unico dei carnivori ad avere la coda prensile. Si ciba di insetti, piccoli roditori, uccelli e vegetali. E occasionalmente di animali morti. Un’altra caratteristica è il suo profumo di popcorn al burro.
Insomma, dopo l’ippopotamo pigmeo e le lontre asiatiche Arturo e Margherita, ultime arrivate del 2018, ora sono arrivati gli Orsi Gatti. «Si tratta di una coppia di Orso Gatto o Binturong, una specie asiatica – spiega il direttore Paolo Cavicchio – Il maschio proviene dalla zoo di Berlino, la femmina dalla Repubblica Ceca. Sono già qui, in reparti non visibili al pubblico, perché devono imparare a conoscersi tra loro. Dalla prossima primavera saranno visibili e costituiranno la novità principale di questo 2019. Hanno una coda lunga e prensile, comune negli animali sud-americani, ma non in quelli asiatici: sono per questo molto particolari».
Con i suoi oltre 400 animali e 7 ettari di estensione, lo Zoo di Pistoia rimane una delle attrazioni più gettonate per pistoiesi e non. Per dimensione e importanza dell’attività didattica e di conservazione delle specie animali, il parco costituisce una delle principali strutture del genere in Italia.
«Siamo abbastanza soddisfatti di questo 2018, dal momento che la nostra attività è collegata strettamente alle condizioni atmosferiche – spiega Paolo Cavicchio – Dopo un’estate molto torrida le festività natalizie hanno portato un buon afflusso di famiglie anche il giorno di Natale e il primo dell’anno. Il tempo è stato dalla nostra parte».
Ii visitatori più giovani sono stati rapiti dal “Bosco di Rudolph” (ancora sperimentabile nella giornata di oggi), un percorso sensoriale per scoprire il bosco attraverso i colori, i suoni e i profumi, fino alla scoperta delle renne. «Siamo rimasti molto contenti, l’iniziativa è stata recepita – continua Cavicchio – Ancora ci sono tanti bambini che vengono qui in questi giorni di festa».
Due sono le tipologie principali di visitatori, spiega il direttore: quella tipica dell’area metropolitana di Pistoia, Prato e Firenze, e quella caratterizzata dai parenti in visita di chi si è sposato a vivere nella nostra città.
Era il 19 aprile del 1970 quando Raffaello Galardini, assecondando la sua passione per gli animali, fondò il Giardino Zoologico di Pistoia. La sua dedizione ed i continui investimenti gli hanno permesso di vincere la scommessa dando vita ad una struttura istituzionale sostenuta economicamente solo dai visitatori. Investimenti che continuano ancora oggi, dato che lo zoo è in continua espansione: dalle modifiche strutturali alle attività didattiche, da nuovi animali a laboratori, compleanni e visite notturne per un’attrattiva a 360 gradi. —
Alessandra Tuci
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