Il sindaco Mangoni si scaglia contro il Pd «Antidemocratici»
Il segretario Matteo Manetti: «È scappato dal confronto» Lo sfidante Vannuccini: «Stop a nuove aree edificabili»
AGLIANA. È sempre più alto il livello dello scontro tra il sindaco di Agliana ed esponente Pd Giacomo Mangoni e il suo stesso partito. L’ultimo episodio nell’escalation è quello di giovedì sera, quando Mangoni ha abbandonato l’assemblea del Pd di Agliana, in cui all’ordine del giorno c’era il regolamento delle primarie per la scelta del candidato sindaco per le amministrative di quest’anno. Riunione nella quale il primo cittadino ha presentato una propria mozione, che l’assemblea ha deciso, votando, di non discutere.
«Si è negato ad un sindaco ed iscritto del Pd – spiega Mangoni – di parlare di temi di rilevanza politica assoluta per la nostra collettività. Sono uscito in segno di protesta rispetto all’atteggiamento antidemocratico assunto. Alla fine del documento c’era un’impegnativa che ribadiva quanto espresso nel nostro programma elettorale ed una a futura garanzia di un piano strutturale su cui negli ultimi mesi si sono adombrati vari sospetti di interferenze esterne. Ovviamente il documento poteva essere accettato, emendato o respinto. Con mia grande sorpresa si è votato per non discuterlo. Avevo chiesto coraggio e la risposta è stata omertà assoluta. Ma davvero i poteri forti sono così forti che nemmeno si possono citare pubblicamente? Qualcuno ovviamente pensa di sì. Io penso di no».
Dichiarazioni pesanti, che il primo cittadino ha esternato anche sulla propria pagina Facebook, suscitando le immediate reazioni del suo sfidante alle primarie (ed ex assessore) Massimo Vannuccini e del segretario comunale Pd Matteo Manetti. Parole che si aggiungono a quelle con cui nei giorni scorsi Mangoni aveva fatto riferimento alla “lobby del cemento” come “centro di potere più forte che esista sul territorio”, chiamando in causa senza farne il nome un “ex amministratore comunale, non aglianese” che gli avrebbe “chiesto di togliere le deleghe all’assessore all’Urbanistica Italo Fontana e l’incarico al responsabile dell’ufficio”.
«Il sindaco – fa sapere Manetti – mi ha fatto pervenire una mozione giovedì, giorno dell’assemblea, in cui chiedeva di valutare se fosse opportuno fare le primarie quando questa decisione, votata all’unanimità e quindi anche dal sindaco, era già stata presa. Il documento non è stato discusso perché eravamo già oltre. Giovedì ho anche detto che dopo l’approvazione del regolamento delle primarie ci sarebbe stato spazio per chiarire insieme le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal sindaco, magari specificando finalmente i nomi e parlandone con i diretti interessati. Ma il sindaco ha deciso di scappare dal confronto, un po’ come rifugge le primarie, almeno nel merito della sua proposta politica di cui non abbiamo ancora mai sentito parlare. Distorcere così la realtà o inventarne una totalmente nuova non gli rende onore e lede l’immagine del partito che paradossalmente lui stesso si propone di rappresentare».
«Proprio quando si apriva la discussione su quanto accaduto e dichiarato fino ad oggi – osserva Massimo Vannuccini – il sindaco se ne è andato. Sì, il prossimo mandato sarà quello in cui andrà discusso il nuovo piano strutturale. A causa del piano del rischio idraulico regionale non sarà quasi più possibile edificare nuove aree ad Agliana, per cui la lobby del cemento, se anche esistesse, avrebbe poco da pretendere dal sindaco; il piano strutturale definisce le prospettive di sviluppo della città, non solo dove si edifica. Voglio prendere di petto questa sfida con tre punti chiari: basta edificazioni e consumo del suolo; piano strutturale da fare con i Comuni vicini; il piano strutturale che immagino aumenterà le aree da destinare a uso pubblico». —
Tommaso Artioli
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