Il Tirreno

Pistoia

nervi tesi nel centrosinistra 

«Vuole trasformare le primarie in una guerra fratricida nel Pd»

Tommaso Artioli
«Vuole trasformare le primarie in una guerra fratricida nel Pd»

Il sindaco Giacomo Mangoni aveva parlato di “lobby del cemento ad Agliana” La replica di Vannuccini: abbassi i toni, fa del male a se stesso e alla comunità 

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AGLIANA. «Mangoni cerca di trasformare le primarie in una guerra fratricida, ma così fa del male solo a se stesso e alla comunità che fino ad oggi lo ha sostenuto».

Se il sindaco Giacomo Mangoni aveva salutato il 2018 con un post scoppiettante sul proprio profilo facebook, il primo gennaio ecco la risposta dell’ex assessore Massimo Vannuccini, di Mangoni avversario nelle primarie Pd.

«So bene – aveva scritto Mangoni – che me la faranno pagare cara e non solo a livello politico ma anche personale. La lobby del cemento è il centro di potere più forte che esista sul nostro territorio e non tarderà a vendicarsi. Hanno risorse finanziarie e relazioni per farlo. Quello che però possiamo ottenere tutti quanti assieme è di poter liberare il Pd dal servilismo nei confronti di questo potentato. Iniziare un’analisi su quella che è stata la politica edificatoria dagli anni 2000 fino all’entrata in vigore del Pai. Sul perché a fronte di un programma politico che prevedeva costantemente la dicitura “volumi zero” si è andati verso una cementificazione spinta in aree a rischio idraulico elevato, che ha provocato il fatto che oggi non è possibile nemmeno più fare piccoli ampliamenti o cambi di destinazioni d’uso, che favorirebbero le famiglie e le piccole attività artigianali legate all’edilizia».

Dichiarazioni che contribuiscono a far salire il livello dello scontro interno al Partito democratico di Agliana, che con le primarie sceglierà il proprio candidato a sindaco per le amministrative 2019. «Non biasimo una parte del Pd – attacca ancora Mangoni – per le posizioni prese sulla stampa. A tutti piace vivere in maniera tranquilla e serena, senza patemi d’animo. So bene che sto chiedendo molto agli iscritti del partito aglianese, che è composto fondamentalmente da una decina di famiglie, tutte bravissime persone. È naturale che abbiano paura a mettersi contro alcuni potenti. A quelle persone però io chiedo di avere un po’ coraggio, più siamo e più il mostro di cemento farà meno paura, il suo potere decrescerà. Che il Re sia nudo ad Agliana non lo dico io ma lo sanno tutti da tanto tempo. È la prima volta però che lo afferma un sindaco in carica. Nessuno potrà più far finta di ignorarlo guardando altrove. Se si decide invece di far finta di niente per paura, servilismo, o per semplice quieto vivere è un fatto politico che non potrà essere ignorato».

A stretto giro di posta la replica di Vannuccini: «Al sindaco, che a più riprese cerca di trasformare le primarie in una guerra fratricida in cui le lobby di potere, e chi più ne ha più ne metta, lo vogliono fare fuori, ricordo alcune cose. Il diritto di critica e di confronto è parte essenziale della democrazia, fa male solo a se stesso e alla comunità che lo ha sostenuto fino ad oggi infangare chi un tempo lo ha appoggiato. Lui stesso, anche con il mio sostegno, fece le primarie nel 2014; chiedere ai cittadini di esprimersi è partecipazione, mai complotto. È sindaco perché il Pd l’ha sostenuto come candidato; non un gruppetto di famiglie ma tanti, iscritti e non, che nel 2014 misero la faccia per lui. Se, come dice, la gente è con lui, discuta, racconti cosa vuole per Agliana dei prossimi anni; il voto non va mai temuto”. “Mi candido alle primarie – conclude Vannuccini – per lavorare ad un’immagine diversa del Pd e del centrosinistra ad Agliana, per parlare di partecipazione, rigenerazione urbana, ambiente, sport e cultura. Da me non sentirete polemiche sterili, ma solo proposte per migliorare e far crescere il nostro paese». –

Tommaso Artioli

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