Il Tirreno

Pistoia

la protesta 

Pensionati e sindacati davanti alla Prefettura contro la manovra fiscale

Valentina Vettori

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PISTOia. «È una storia che si ripete. Siamo il salvadanaio dello Stato». «Devono smettere di trattarci come un bancomat». «Chi ha lavorato una vita, versando i contributi non può essere punito in questo modo». Ieri mattina, davanti alla Prefettura di via Pertini, con bandiere e striscioni dei sindacati, un gruppo di pensionati della provincia si è dato appuntamento per il presidio lanciato a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil. Un sit in contro la manovra del Governo giallo-verde che taglia 2,5 miliardi di euro al settore previdenziale e che, dal primo gennaio 2019, blocca il meccanismo di adeguamento all’inflazione per le pensioni fino a 1.522 euro lordi, impedendone la rivalutazione al rialzo e il rafforzamento del potere d'acquisto dei pensionati. Un provvedimento – anche se in generale la valutazione dei sindacati è negativa su gran parte della manovra - contro cui le organizzazioni confederali promettono battaglia, perché «profondamente ingiusto, dal momento in cui colpisce le pensioni medio-basse». Al presidio di ieri mattina, indetto dalle 10 a mezzogiorno, era presente anche il Partito democratico provinciale di Pistoia che, già nella giornata del 27 dicembre aveva espresso il suo appoggio alla protesta delle tre sigle sindacali, diffondendo una nota a firma del segretario Pier Luigi Galligani. Una delegazione di sindacalisti, guidati dai segretari dei pensionati Andrea Brachi Spi Cgil, Alessandro Vivarelli Cisl Fnp e Lia Tosi Uilp, ha poi incontrato il prefetto Emilia Zarrilli, esponendole le perplessità relative alla legge di Bilancio, in via di approvazione definitiva alla Camera. Nel caso specifico del blocco dell'indicizzazione delle pensioni, ma come detto non solo su quello, i sindacati sono sul piede di guerra. «I pensionati hanno fatto da bancomat negli ultimi 10 anni, cercando di far fronte alla crisi e mantenendo anche figli e nipoti – dice Brachi – Il Governo, oggi, avrebbe dovuto trovare le risorse in qualche altra maniera. Un esempio? Colpire l’evasione». —

Valentina Vettori

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di Redazione web