Il Tirreno

Pistoia

La festa del Signore diventa un dramma se non lo si riconosce

Fausto Tardelli + Vescovo di Pistoia

Nell’omelia il vescovo Fausto Tardelli condanna l’indifferenza verso gli altri 

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Santo Natale 2018

Nell’orazione con la quale ho dato inizio alla celebrazione del Natale si trova racchiuso non solo il messaggio del Natale ma ciò che esso è. Così infatti ho pregato: “O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana”.

Duemila anni fa, il Verbo, cioè la parola di Dio, si fece carne e venne ad abitare tra di noi, ci ha annunciato San Giovanni nel Vangelo. Questo è il fatto; questo è l’evento che noi riviviamo; questo è ciò che è accaduto a Betlemme. Una novità assoluta nella storia. Perché introduce in essa qualcosa di inaudito: Dio stesso. La storia è fatta dagli uomini ed è il frutto delle loro scelte. Nel bene o nel male, sono gli uomini a determinare gli eventi della storia. Essa è, potremmo dire, affare di uomini. Ma col Natale non è più così!

Con il vagito del piccolo bambino Dio ora non è più all’origine del mondo, causa di esso, al di fuori di esso. Ora egli è nel mondo. È entrato personalmente come uomo nella storia e questa, dunque, non è più ormai soltanto storia di uomini, irrimediabilmente votati all’odio e alla morte, ma è storia di uomini e di un Dio partecipe, che assicura un destino di bene dell’umanità e la sconfitta del male, dando la possibilità a chi liberamente lo accoglie, di edificare un regno di pace e di giustizia, di vivere una vita nuova nell’amore, liberi dal peccato e dal male, gioiosi nella carità e lieti nella speranza.

Ma l’uomo – non ha saputo far tesoro del dono ricevuto e ha deturpato l’immagine bella di Dio impressa in ciascun uomo. È così che la morte e ogni nefandezza è entrata nel mondo e la terra ha cominciato ad assorbire sangue innocente per l’odio tra fratelli. San Leone Magno giustamente ci invita: “Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all’abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio”.

Certo è che, mentre preghiamo Dio di poter condividere la vita divina del Cristo, dobbiamo fare la nostra parte. E giungono come un severo monito le parole evangeliche: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”. Il Natale del Signore allora, da festa si trasforma in dramma, che le luci artificiali e i trucchi di una falsa gioia non riescono a nascondere.

Ciò accade quando Dio non trova posto nella nostra vita; quando trasgrediamo la legge di Dio, pensando così di essere più liberi e furbi. Ciò accade ancora quando poco ci curiamo della nostra vita interiore e non la alimentiamo con la divina parola; ciò succede quando ci lasciamo dominare dall’indifferenza nei confronti degli altri, chiudiamo il nostro cuore al prossimo, in specie a chi più è nel bisogno, disprezziamo e offendiamo gli altri e ci lasciamo prendere da sentimenti xenofobi, antisemiti o razzisti». —

Fausto Tardelli

+ Vescovo di Pistoia

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