Il Tirreno

Pistoia

ambiente 

«No all’uso in Toscana di pesticidi e glifosati»

Tommaso Artioli

Quattro associazioni e 10 cittadini hanno fatto ricorso al Tar contro la Regione per l’uso di fitosanitari e fertilizzanti 

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Un ricorso al Tar, depositato lo scorso 30 ottobre, contro gli atti della Regione Toscana con i quali è stato approvato il Piano per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti (Puff), «che consente l’utilizzo di 29 pesticidi anche all’interno delle aree di salvaguardia delle acque sotterranee».

È questa l’iniziativa messa in campo da quattro associazioni: l’Alleanza Beni comuni, il Comitato Acqua bene comune di Pistoia, il Bio-distretto del Montalbano, il Gruppo empolese Emisfero sud, e da una decina di cittadini che, tramite l’avvocato Sandro Ponziani di Città di Castello, hanno deciso di opporsi, nello specifico, alla delibera 793 della giunta regionale della Toscana del 16 luglio scorso e al decreto del presidente della Regione 43/R del 30 luglio.

Associazioni e cittadini che lanciano l’allarme per le possibili conseguenze di un «uso indiscriminato del glifosato e di pesticidi in genere» e che «ritengono che gli atti impugnati costituiscano una violazione del principio costituzionale di tutela della salute, come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». Tra le violazioni ipotizzate dai ricorrenti ci sono anche quella del «principio di precauzione» e al Testo Unico in materia ambientale. Anche il glifosato (erbicida utilizzato a partire dagli anni ’70) e il clorpirifos figurano nel totale di 29 pesticidi il cui utilizzo viene consentito dentro le aree di salvaguardia. «Si tratta – chiariscono i rappresentanti delle associazioni che hanno presentato il ricorso - di sostanze con profili di grave tossicità e di pessimo profilo ambientale, tutte incompatibili, come risulta dalle stesse schede dei prodotti autorizzati, con una buona qualità delle acque, ed estremamente nocive per la salute umana e animale; addirittura cinque di queste: acrinatrina, azinfos etile, azinfos metile, demeton s-metile e ometoato non risultano neanche autorizzate in Unione Europea, mentre altre sono già candidate alla sostituzione».

«Col provvedimento di luglio – ricorda la presidente di Acqua bene comune Pistoia, Rosanna Crocini – i pesticidi autorizzati potranno essere sparsi dentro le aree di salvaguardia e finire nell’acqua, peggiorando ulteriormente la situazione della falda». «Per noi del Bio-Distretto del Montalbano - sottolinea la vicepresidente Rosalba Luzzi - era imprescindibile muoverci nei confronti del provvedimento della Regione». «Abbiamo fornito elementi scientifici alle associazioni che hanno fatto ricorso - spiega Patrizia Gentilini, medico e rappresentante dell'Associazione nazionale medici per l'ambiente - Siamo sconvolti di fronte a questa situazione: Pistoia è già stata definita capitale del glifosato. Questo rappresenta un via libera a tutto: una cosa di una gravità inaudita». Ed è proprio l’uso dei pesticidi, le conseguenze per la salute, l’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere, il tema centrale di un convegno che le stesse associazioni che hanno presentato il ricorso hanno organizzato per sabato 19 gennaio alla biblioteca San Giorgio di Pistoia. —

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