Gioco
Furti di identità per frodi creditizie, Pistoia al secondo posto in Toscana
I dati dell’Osservatorio Crif nei giorni dello shopping natalizio: nella nostra provincia 68 casi nei primi sei mesi del 2018
Prima rubano i dati anagrafici delle persone, poi gli usano per acquistare beni di consumo tramite finanziamenti. È il meccanismo delle frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità. Una piaga che aumenta di anno in anno. In particolare a causa delle insidie e dei tranelli nascosti in e-mail e siti internet. Un problema che colpisce molti, troppi pistoiesi. La nostra provincia è infatti seconda in Toscana per il numero di frodi denunciate nel primo semestre del 2018. In sei mesi i casi sono stati 68, come quelli denunciati ad Arezzo. Al primo posto si piazza la provincia di Firenze, con 142 casi, ma anche questo dato dimostra come il caso pistoiese sia preoccupante alla luce della differenza di bacino di residenti nella provincia del capoluogo di regione. Un allarme che diventa rosso con l’avvicinarsi del Natale quando il fenomeno delle truffe sembra acutizzarsi, complice anche la ricerca di offerte a bassissimo costo per i regali e in particolare per le case vacanza. «Come ogni anno, nelle festività natalizie – sottolinea Giorgio Bacilieri, dirigente del compartimento polizia postale e delle comunicazioni per la Toscana – l’uso di internet per fare acquisti aumenta vertiginosamente».
emergenza nazionale
A rilevare l’allarme frodi è la 27ª edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie realizzato da Mister Credit e Crif, azienda bolognese specializzata in sistemi di informazioni creditizie e business information. Nei primi 6 mesi del 2018 in Italia hanno superato i 12.100 casi, contro i circa 11.000 del corrispondente semestre 2017, per un danno stimato pari a circa 72 milioni di Euro. Numeri preoccupanti, anche se l’Osservatorio sottolinea come si registri però un netto calo del valore medio delle frodi, pari a 5.929 euro contro i 7.047 del 1° semestre 2017.
a Pistoia 68 casi in 6 mesi
Per quanto riguarda la Toscana, i casi di frode creditizia registrati nel 1° semestre 2018 sono stati 601 contro i 497 casi del corrispondente periodo del 2017, dato che posiziona la regione all’8° posto della graduatoria nazionale guidata da Campania (con 1.758 casi), Lombardia (1.505 casi) e Lazio (1.360 casi). A livello provinciale (vedi scheda), il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato (come già scritto) a Firenze, con 142 casi (che la collocano al 20° posto nel ranking nazionale). A seguire Pistoia e Arezzo, con 68 casi, e Livorno e Lucca (66).
Il profilo delle vittime
L’Osservatorio Crif presenta anche un’analisi del profilo delle vittime. I frodati sono in prevalenza uomini (63,4%), mentre la fascia di età più colpita è quella compresa tra 41 e 50 anni (il 25,6% del total). Sono però gli over 60 ad aver fatto registrare l’incremento più consistente, +8,8%, rispetto al 1° semestre 2017. I beni più acquistati mediante un prestito ottenuto in modo fraudolento sono gli elettrodomestici con una incidenza del 30,9% sul totale. Un dato simile a quello del 2017 seppur con una incidenza in sensibile diminuzione che coincide con una vera e propria esplosione dei casi (+49,8%) registrati per l’acquisto di auto e moto, il cui peso arriva al 13,6%, seguita dai crediti relativi a spese per immobili e ristrutturazioni (10,8% del totale) e per articoli di arredamento (10,4%).
La postale in allerta
Il numero delle segnalazioni e denunce ricevute ha richiamato l’attenzione della polizia postale e delle comunicazioni che ha potenziato ogni strumento per indirizzare l’utenza a un uso consapevole della rete e dei pagamenti online e contrastare nel contempo le truffe messe in atto in particolare sul web. «Grazie alla tecnologia si può comodamente da casa individuare il regalo per amici e parenti senza dover affrontare traffico e code nei negozi. Ma – afferma Bacilieri – è necessario muoversi tra le “vetrine virtuali” con attenzione per non incappare in sorprese. Bisogna infatti evitare non solo che un oggetto non arrivi affatto, ma anche che non vengano sottratti denaro e dati personali».
«Meglio pertanto prevenire», conclude il dirigente che sottolinea come la polizia metta a disposizione una serie di informazioni (vedi decalogo a fianco) per garantire la sicurezza in rete, la tutela dei dati personali, la protezione da frodi e rischi negli acquisti: temi caldi e particolarmente sentiti da chi utilizza Internet. —
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