Il Tirreno

Pistoia

opere pubbliche comunali 

L’esproprio mai concluso ora costa 410.000 euro al Comune di Pistoia

Fabio Calamati
L’esproprio mai concluso ora costa 410.000 euro al Comune di Pistoia

Nel 2011 un grave intoppo tecnico nell’acquisizione dei terreni per la Quinta Porta Ora il Comune stanzia la somma per chiudere la trattativa con la famiglia Bongi

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PISTOIA. Il Comune proverà con 410.000 euro a tacitare le richieste dei proprietari dei terreni – mai espropriati per un clamoroso errore amministrativo – su cui venne costruita la Porta Nuova, tra il 2007 e il 2010. I proprietari, la famiglia Bongi, noti vivaisti, hanno fatto ricorso al Tar già nel 2012, chiedendo di essere risarciti per l’occupazione dei loro terreni o, in alternativa, di riaverli indietro. E siccome appare impensabile demolire la nuova via di ingresso in città con relativi sottopasso ferroviario, rotonda e rampe di accesso, non resta che la strada del risarcimento.

Strada, peraltro, imboccata già da tempo, dall’amministrazione comunale: a fine novembre Palazzo di Giano ha annullato cautelativamente la determina dirigenziale del novembre 2011 (firmata dall’allora dirigente dei lavori pubblici Marcello Evangelisti) con cui veniva approvato il collaudo dell’opera, atto che molto probabilmente il Tar avrebbe giudicato illegittimo. Nei giorni scorsi la seconda mossa della giunta Tomasi: lo stanziamento di 410.000 euro (finanziato con avanzo di amministrazione accantonato) da mettere sul piatto della bilancia delle trattative con i proprietari. La valutazione iniziale dell’esproprio si aggirava sui 330.000 euro. L’ipotesi è che si giunga ad un accordo entro giugno, quando cioè il Tar tornerà a riunirsi per esaminare il ricorso.

Si sono così poste le premesse per la conclusione di una vicenda amministrativa decisamente poco brillante, un vero e proprio pasticcio, quando le procedure di esproprio non vennero concluse e il relativo decreto di esproprio non fu emanato. Responsabilità tecnica, quindi, più che politica. Tanto più grave, però, in quanto riguarda una delle opere pubbliche più rilevanti realizzate a Pistoia negli ultimi anni, cioè la costruzione della Quinta Porta di accesso alla città (da via dell’Annona), per una spesa di 12 milioni di euro. Comunque l’attuale assessore al bilancio Margherita Semplici ha assicurato che sulla vicenda saranno effettuate delle verifiche interne i cui risultati verranno poi travasati nelle motivazioni dell’atto che concluderà la disputa con gli attuali proprietari dei terreni, sia esso un atto transattivo o un cosiddetto “provvedimento di acquisizione sanante”. E se saranno individuate delle possibili responsabilità, ovviamente il Comune agirà di conseguenza.

Tra l’altro l’amministrazione Tomasi si trova a dover gestire, con l’ultima manovra di bilancio approvata nei giorni scorsi, un’altra vicenda, la cui illustrazione – prima in commissione e poi in consiglio comunale – ha suscitato qualche sconcerto e perplessità. Si tratta dell’intervento di rifacimento della pavimentazione e allargamento di via Sdrucciola, in località Le Pozze. Un lavoro del 2008, affidato ad una ditta di Lucca, per un importo di 155.000 euro, ma mai interamente pagato. E quindi privo del certificato di fine lavori e di regolare esecuzione. Per chiudere questa partita il Comune ha stanziato 106.000 euro, anche qui finanziato con avanzi di amministrazione. —

Fabio Calamati

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