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la tragedia di via del villone 

Pistoia, uccisa dalla spazzatrice: la conducente chiede di patteggiare

Pistoia, uccisa dalla spazzatrice: la conducente chiede di patteggiare

Intanto la sentenza slitta per una questione di legittimità costituzionale

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pistoia. Già risarcita la famiglia della vittima, si appresta a concludersi con un patteggiamento la tragica vicenda della morte di Maria Angela Di Dino, la 75enne maestra in pensione che, il 5 luglio 2016, venne travolta ed uccisa in via del Villone da una macchina spazzatrice di Publiambiente che stava facendo manovra. Pm e difensori della conducente del mezzo – 60enne pistoiese accusata di omicidio colposo – hanno già concordato l’entità della pena da sottoporre al nulla osta del gup del tribunale, ma la sentenza non ci potrà essere prima del prossimo 21 gennaio. I legali dell’imputata – Andrea Mitresi e Andrea Niccolai – hanno infatti presentato ieri mattina alla giudice dell’udienza preliminare Patrizia Martucci un’eccezione di costituzionalità sull’articolo del codice della strada che prevede automaticamente la revoca della patente in caso di condanna per incidenti mortali o con lesioni superiori ai 40 giorni di prognosi.

Una sanzione amministrativa accessoria – quella prevista dall’articolo 222 – sulla quale il giudice non ha alcun potere discrezionale, vuoi che la condanna sia a un paio di mesi di reclusione per una gamba frattura vuoi che la pena sia di 12 anni per omicidio stradale aggravato.

«Il comma 2 – spiega l’avvocato Mitresi – prevede che in caso di condanna – o anche di patteggiamento – per i reati di omicidio o lesioni stradali, ci sia sempre la revoca della patente, anche se il giudice penale concede la sospensione condizionale della pena. E il comma 3 ter prevede che prima di 5 anni non si possa conseguire una nuova patente di guida».

Per i legali dell’imputata, quindi, il legislatore, nell’applicare la stessa sanzione accessoria a condotte molto diverse tra loro per grado di colpa – senza dare al giudice la possibilità di graduarla – avrebbe violato i principi costituzionali di uguaglianza, ragionevolezza e proporzione della sanzione.

La giudice ha rinviato l’udienza a gennaio in attesa che la Corte costituzionale si pronunci sulla questione. Il 21 gennaio è previsto comunque il patteggiamento della pena. —

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