Gioco
La scommessa della Fondazione In città quattro nuovi musei
Insieme a un rinnovato Palazzo dei Vescovi, apriranno nel 2019 San Salvatore e i palazzi de Rossi (arte contemporanea) e Buontalenti (mostre temporanee)
PISTOIA. E un evento storico quello andato in scena ieri mattina a Palazzo Buontalenti, in via Abbi Pazienza. Pistoia nel 2019 avrà quattro nuove strutture per conservare ed esporre opere d’arte, gestite da un’unico cervello, la Fondazione Pistoia Musei. Tre nuovi musei che si affiancheranno al già esistente Palazzo dei Vescovi, che sarà comunque ristrutturato: una dotazione da fare invidia a tante grandi città, una dotazione degna in tutto e per tutto del titolo di Capitale italiana della cultura che Pistoia ha ricoperto per tutto il 2017.
Lo spunto – come è stato spiegato nella conferenza stampa svoltasi ieri in un’affollata sala di Palazzo Buontalenti – è venuto dal definitivo passaggio della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia (intesa come banca) nel gruppo Intesa Sanpaolo. La Fondazione Caripit, cedendo le sue quote residue della banca, ha ricevuto non solo 85 milioni dal colosso del credito, ma anche la proprietà del Palazzo dei Vescovi, insieme al comodato gratuito delle opere d’arte della Caripit. Contemporaneamente è stato avviato (e si concluderà a primavera) il restauro della chiesa di San Salvatore, in via Tomba di Catilina. La Fondazione si è trovata così a gestire una grande ricchezza di testimonianze storiche e opere d’arte. Di qui la decisione di creare una Fondazione ad hoc, la Pistoia Musei, appunto, e di nominarne direttore scientifico un’assoluta autorità come Philip Rylands, già alla guida della Collezione Guggenheim di Venezia.
Fulcro del nuovo sistema è l’Antico Palazzo dei Vescovi, che sarà rinnovato ma che già oggi contiene un percorso archeologico, il Museo di arredi liturgici della cattedrale, una serie di tempere murali di Giovanni Boldini, realizzate nella villa La Falconiera di Pistoia e ora ricollocate in una apposita sala, gli oltre 40 ritratti di pittori del Seicento che costituiscono la collezione Bigongiari e un manufatto unico al mondo come lo splendido Arazzo Millefiori.
Sempre affacciata su piazza del Duomo c’è l’antica chiesa (sconsacrata) di San Salvatore, in via di restauro. Da primavera, affidata alla gestione di Claudio Rosati, ospiterà un viaggio nella storia del nucleo più antico della città, esponendo opere finora conservate al Museo civico, ma anche nuove sc operte, come l’incompleto affresco “Compianto sul Cristo morto”, opera di Lippo di Benivieni alla fine del Duecento.
Nel progetto della Fondazione Pistoia Musei Palazzo de Rossi diventerà la sede espositiva dedicata all’arte del Novecento pistoiese, con opere di Lippi, Nannini, Chiappelli, lo stesso Marino Marini, Agostini, Bugiani, Cappellini, Zanzotto, Bugiani, solo per citarene alcuni.
Di fronte, Palazzo Buontalenti si specializzerà invece nell’ospitare esposizioni temporanee. Due sono già in via di allestimento. La prima, con apertura ad aprile 2019, sarà “Italia Moderna 1945-1975”: 140 opere per raccontare la rinascita di un paese dalla guerra, gli anni dello sviluppo e quelli della contestazione. Una selezione curata da Marco Meneguzzo, che – esperimento inedito – verrà divisa in due (aprile-agosto e agosto-novembre) per consentire l’esposizione del gran numero di opere selezionate. La seconda, nell’anno leonardiano, non poteva che essere dedicata al genio di Vinci (cura di Antonio Natali, Andrea Baldinotti e Tommaso Mozzati): che sarà scrutato soprattutto per la fortuna che riscosse tra Otto e Novecento, con in più alcune chicche (come la presenza di alcune opere attribuite un tempo a Leonardo e ora non più). —
Fabio Calamati
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