Toscana
Truffe dei contratti capestro: centinaia di vittime in provincia
Cittadini indotti a firmare con l’inganno dopo essere stati attirati in un hotel per ritirare un premio o dopo aver ricevuto un catalogo di prodotti per la casa
PISTOIA. I casi, in tutta la Provincia di Pistoia, saranno almeno 200. Soltanto quest’anno. Ma potrebbero essere molti di più i truffati, vittime di due aziende (una veneta e l’altra lombarda) che promettono degli sconti eccezionali sull’acquisto di pentole, materassi e talvolta anche piccoli elettrodomestici. In realtà, però, le due imprese approfitterebbero della buona fede delle persone per far firmare, con l’inganno, contratti da migliaia di euro ciascuno.. Una piaga, secondo quanto denunciato dalla presidente di Adiconsum – l’Associazione difesa consumatori e ambiente – di Pistoia, Denise Sira Domenichelli, che sta mettendo in ginocchio centinaia di famiglie. Una spirale da cui è difficile uscire e a cui molti non sanno proprio come opporsi, rassegnandosi a pagare. Ma negli ultimi tempi, finalmente, qualcuno si è deciso a parlare e già una decina di consumatori ha bussato alla porta di Adiconsum. E anche se l’epilogo è lo stesso (la firma, estorta con l’inganno, di un contratto che vincola a sborsare 3.200 euro oppure, a seconda dei casi, 7.990 euro), le due aziende (che vendono, tutte e due, prodotti per la casa) agiscono in maniera differente.
«Tutto comincia con un sondaggio telefonico – spiega Denise Sira Domenichelli – In un caso il consumatore viene richiamato dopo circa una settimana per essere informato che ha vinto un premio che deve essere ritirato. E il luogo prescelto per la consegna è un noto hotel di Montecatini».
Secondo il racconto della presidente di Adiconsum, le persone vengono accolte in una sala piena di persone e con un’ampia esposizione di prodotti per la casa. «La musica è alta, dentro fa molto caldo – prosegue – e il personale addetto alle vendite parla veloce e a voce alta. In questa confusione vengono fatti sottoscrivere contratti da quasi 8mila euro ciascuno, da saldare con cambiali e finanziamento».
Ma non è, purtroppo, l’unica strategia per spillare soldi. Nell’altro caso, infatti, il punto di partenza è sempre un sondaggio telefonico per poi fissare un appuntamento per la consegna del catalogo che contiene tutti i prodotti commercializzati dall’azienda.
«Dopo circa una settimana – aggiunge la presidente Adiconsum – un incaricato si presenta a casa con il catalogo. Poi richiede una firma: per dimostrare all’azienda che lo ha consegnato, dice».
In realtà quella firma serve a sottoscrivere l’acquisto di prodotti per un totale di 3.200 euro. Ma il consumatore non lo sa, perlomeno fino alla successiva visita di un altro incaricato alle vendite che, in genere, suona alla porta dopo un’altra settimana.
«Il consulente – prosegue – informa l’utente che ha firmato un contratto, per cui vi è l’obbligo d’acquisto. Intanto esigono una caparra. Il resto della cifra, invece, sarà dilazionato in rate con finanziamento, bollettini postali e perfino cambiali».
«Voglio fare un appello ai consumatori – conclude Denise Sira Domenichelli – Se qualcuno è stato raggirato con queste modalità, non deve vergognarsi. Può rivolgersi ai nostri uffici e noi ci impegneremo a tutelarlo. Proprio in questi giorni abbiamo ottenuto i primi annullamenti totali dei contratti sottoscritti con l’inganno».
Insomma, occhi aperti e nessuna remora a denunciare. —
Martina Trivigno
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