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Striscione fuori della chiesa «Disumano il decreto Salvini»

Elisa Pacini
 Striscione fuori della chiesa «Disumano il decreto Salvini»

La parrocchia di Santomato dice no alle nuove regole sull’immigrazione Don Tofani: chi si interesserà ai ragazzi che non possono più restare negli Sprar?

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PISTOIA. O con il decreto sicurezza sui migranti. O col Vangelo. Le due posizioni non sono conciliabili, secondo Pax Christi e anche secondo la parrocchia di Santomato, che le ha trascritte su uno striscione ben visibile fuori dalla chiesa.La comunità di Santomato, insieme al suo parroco don Paolo Tofani, ha deciso di evidenziare il proprio dissenso rispetto al decreto che porta il nome del suo “padre” politico, il ministro dell’interno Matteo Salvini, diventato legge.

Pax Christi, Don Virginio Colmegna, Libera: lo striscione cita le tante voci critiche del mondo cattolico verso un decreto “disumano ed irresponsabile” che “criminalizza la solidarietà e la carità” dice la frase a firma della parrocchia. Che in chiesa ha posto una croce fatta col legno dei barconi, “segno di risurrezione che nasce dal dolore”. Storicamente attiva con tanti progetti di volontariato, dalla parrocchia è nato tanti anni fa il circolo Oscar Romero che con la sua pizzeria dei volontari negli anni ha sostenuto tante persone che servendo ai tavoli e lavando i piatti, hanno avuto una seconda chance in una vita fragile. Come un richiedente asilo del Gambia, ospitato nel pistoiese, che al circolo ha imparato a fare a la pizza e dopo ha trovato un lavoro. «È solo un esempio di come l’integrazione attraverso il lavoro e l'amicizia sia possibile» dice don Paolo Tofani.

Vicedirettore della Caritas, pochi giorni fa presentando il dossier diocesano sulle povertà, don Paolo aveva evidenziato come i cristiani debbano essere «alternativi ad una comunità sempre più escludente».

«Il decreto non solo non serve a risolvere il problema della sicurezza - continua don Tofani - ma è contrario ai principi di umanità. Chi si interesserà ai ragazzi che non possono più stare negli Sprar, perché hanno una protezione umanitaria che oggi non viene più riconosciuta? Chi non viene da zone di guerra, ma fugge dalla fame e dalla miseria, non può essere accolto? Sono persone che sono già qua. Faccio mio l’appello della Caritas Nazionale, di padre Zanotelli che ha richiamato le parrocchie al dissenso pubblico. In pizzeria alcuni richiedenti asilo hanno imparato un lavoro: questo è il modo giusto di accogliere».

Oltre al missionario comboniano, negli anni a Santomato per discutere di lotta alle disuguaglianze, legalità, mondialità sono arrivati tra gli altri don Luigi Ciotti, l'indimenticato don Andrea Gallo, simbolo dei preti di strada. Qualche mese fa dall'altare era stato Yvan Sagnet, presidente dell’associazione NoCap (contro il caporalato) a parlare alla comunità. Don Tofani, che guida le comunità di Santomato e San Piero, proprio ad Agliana accoglie donne (spesso mamme) richiedenti asilo nel Cas gestito dall’associazione Portaperta di cui è presidente. «Ragazze con drammi senza fine alle spalle - chiude - che cercano una nuova vita. Frequentano i corsi d’italiano, lo spazio donna attivo da anni e svolgono attività di volontariato. È doveroso per noi accoglierle». —

Elisa Pacini

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