Gioco
I talenti dell’alberghiero emigrano «Qui non si investe sulla qualità»
Un segnale della crisi? Gli imprenditori locali sembrano snobbare un’eccellenza della formazione come l’istituto Martini di Montecatini
parla il docente
Se non è una bocciatura poco ci manca. Eppure ogni mese di giugno-luglio questo territorio “promuove” tanti talenti legati al settore della ristorazione. Perché al bilancio tra luci e ombre tracciato dalla guida Michelin 2019 a Pistoia e provincia, fa da contraltare la presenza di un’eccellenza nella formazione: l’Istituto alberghiero Martini di Montecatini Terme. Per capire quale sia il rapporto tra la ristorazione pistoiese/valdinievolina e una scuola che rappresenta una vera e propria istituzione del settore (a livello nazionale e internazionale) ci siamo rivolti al coordinatore dei servizi dell’istituto alberghiero Massimo Paccagnini: «Di fatto è un rapporto marginale – spiega –: i nostri ragazzi, ottenuto il diploma, preferiscono andare via da questa zona».
Perché?
Sono ragazzi formati e apprezzati ovunque, ma qui non trovano opportunità di lavoro adeguate e soddisfacenti, sia da un punto di vista professionale, sia da un punto di vista economico.
Questo nonostante voi rappresentiate un vanto per il territorio.
Sì, l’alberghiero di Montecatini era ed è una scuola d’eccellenza, ma nel territorio il settore è in declino tanto nella ristorazione quanto nell’ospitalità alberghiera.
Qual è il motivo di questa crisi del settore?
Sicuramente perché è nella nostra zona è in crisi il turismo in generale. Ma è altrettanto vero che gli imprenditori non investono più sui nostri alunni. Io stesso sono un ex allievo del Martini e, come i miei compagni di classe, una volta diplomato ho cominciato a lavorare qui a Montecatini. Questo però avveniva 25 anni fa, ora invece qui non si assume più personale di qualità. L’imprenditore medio cerca dipendenti meno specializzati ma, di conseguenza, meno professionali. E questo, alla lunga, non fa bene a tutto il settore.
Quindi i vostri studenti sono dei “talenti in fuga”.
In un certo senso sì. I primi a farli “girare” il mondo siamo noi, inviandoli a fare esperienze fuori regione e anche fuori dall’Italia. Poi, però, i nostri ragazzi non tornano più. E chi lo fa, appena ha l’opportunità fa le valigie.
Dove lavorano oggi i vostri diplomati?
Un po’ ovunque. C’è chi resta in Toscana, in particolare a Firenze, Forte dei Marmi, Viareggio e isola d’Elba. Altri prendono la via di Roma e, soprattutto, Milano. Tantissimi poi sono all’estero: da Londra a Parigi passando per Saint Moritz e la Germania fino ad arrivare a Dubai.
Questo nonostante il Martini sia una scuola “aperta” alle aziende.
Anche quest’anno, precisamente il 4 di marzo, organizzeremo la tradizionale giornata di orientamento per permettere agli imprenditori di conoscere i nostri diplomandi e chi si è già diplomato. Ìn genere partecipano almeno 20 aziende, ma quelle provenienti dalla Valdinievole e dal Pistoiese non sono più di due, al massimo tre. —
G.B.
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