Gioco
È di un ex insegnante di Santomato il miglior vin santo della Toscana prodotto in casa
I giurati di Montefollonico lo hanno premiato tra gli oltre 70 in rassegna nel concorso senese giunto all’11ª edizione
SANTOMATO (PT). Viene prodotto a Santomato il vin santo che si è classificato primo tra i “dolci” dell’edizione 2018 del concorso “Il miglior vin santo fatto in casa”, organizzato da quindici anni a Montefollonico nel territorio di Torrita di Siena.
Una manifestazione – si legge sul bando della rassegna promossa dal Comune di Torrita con la Pro loco di Montefollonico – riservata ai «produttori artigianali che fanno vin santo per puro piacere, tradizione o hobby, ma non lo commercializzano».
Ed è proprio questo lo spirito con cui vive la propria passione Bonaldo Agresti, insegnante di educazione tecnica in pensione, che a Santomato insieme all’amico Massimo Fanciullacci fa affinare con pazienza il vin santo nel legno dei caratelli.
Una passione premiata dai giurati di Montefollonico che, dopo aver attentamente passato in rassegna oltre 70 vini (più o meno equamente ripartiti nelle due categorie dei “dolci” e dei “secchi” ), hanno premiato due produzioni di Agresti, la 2013 con il primo posto e la 2006 con il terzo nella graduatoria dei “dolci”.
«Avevamo già partecipato al concorso in passato – racconta Agresti – raggiungendo il terzo posto in una delle scorse edizioni. Questa è però la prima volta che vinciamo. Quest’anno abbiamo incrociato le dita, nella convinzione di poter portare a casa qualcosa di buono».
«Sono molto contento – aggiunge Fanciullacci – perché questo concorso rappresenta un modo per far conoscere il vin santo, avere un riscontro più allargato sul nostro prodotto e il giudizio di un panel di livello».
Un premio, dunque, a una passione che affonda le radici nelle storie familiari e nella cultura del territorio pistoiese. «Penso – ricorda Agresti – di aver avuto non più di 4 o 5 anni la prima volta che ho messo le mani nelle vinacce. Ho sempre visto fare il vin santo in casa, dal nonno e dal babbo. Dal’72, poi, ho iniziato a farlo insieme a Massimo».
Una cultura, quella del cibo e delle produzioni locali, che Bonaldo Agresti coltiva tempo, anche attraverso il proprio impegno nell’ambito di Slow food, associazione per cui, in veste di fiduciario per Pistoia, negli scorsi anni ha svolto anche attività nelle scuole.
La premiazione del concorso “Il miglior vin santo fatto in casa” si è tenuta domenica scorsa (9 dicembre) a Montefollonico. L’obiettivo della rassegna è quello «di raccontare la tradizione secolare che sta dietro al prodotto e di far conoscere il connubio tra una lavorazione attenta e selettiva e un sentimento di attaccamento ad antichi valori». I concorrenti per essere ammessi non devono, infatti, essere in possesso di un numero di registro di imbottigliamento e non devono commercializzare il prodotto, neanche su piccola scala.
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