Il Tirreno

Pistoia

nuove iniziative 

Al convento di Giaccherino nasce un residence di lusso

Alessandra Tuci
Al convento di Giaccherino nasce un residence di lusso

Il progetto dei proprietari ha già avuto il nulla osta di Asl e Sovrintendenza e presto sarà presentato in Comune. Saranno ricavate 10-12 camere

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Una residenza turistico-alberghiera con 12 camere e 24 posti letto in uno degli edifici più belli della ex capitale italiana della cultura. Stiamo parlando del convento di Giaccherino, luogo incantato sul colle omonimo, nella prima periferia pistoiese.. L’edificio, del ‘400, di oltre settemila metri quadrati di superficie coperta, circondata da un parco di dieci ettari, da alcuni anni ospita cerimonie, matrimoni, cene di gala ed eventi privati. Ma adesso i proprietari sono pronti a qualcosa di più. Superata l'idea, delineatasi qualche anno fa, di trasformare il convento in una sede universitaria o in un centro di ricerca, oggi i proprietari aspirano alla trasformazione della struttura, sempre in parte ovviamente, in una bellissima "residenza d'epoca", come l'ha definita Alessandro Fabbrini, uno dei proprietari dell'immobile.

«C'è un progetto di restauro, partito due anni fa, già approvato da Asl, Sovrintendenza e Vigili del fuoco, che prevede diverse attività all'interno della struttura – spiega Fabbrini, amministratore insieme a Roberto Tonti della società Rinascimento srl, proprietaria dell’immobile dal 2004 – una parte monumentale, che riguarda la chiesa, il chiostro e il refettorio, che deve rimanere usufruibile a chiunque voglia visitarla; una parte del progetto prevede la messa a norma della struttura, sopratutto in materia di anticendio e di uscite di sicurezza, che riguarda tutta la parte dedicata all'attività di convegni e congressi; infine una parte che prevede invece una residenza turistico-alberghiera, cioè una residenza d'epoca, in un immobile che ha dei vincoli storici importanti, con circa 10-12 camere e 24 posti letto».

Un progetto che ha già avuto l'approvazione questa estate da parte di Asl, Sovrintendenza e vigili del fuoco: ora non aspetta altro che essere presentato all'ufficio urbanistica del Comune di Pistoia. Una richiesta che deve essere ancora inoltrata a livello formale, ma di cui si parla già nelle stanze di Palazzo di Giano, tante che un accenno è venuta fuori anche nel consiglio comunale di una settimana fa.

I proprietari dell'immobile avevano già stipulato un accordo con l'amministrazione comunale, a giugno 2014, per valorizzare il complesso architettonico ed utilizzarlo, nella sua parte già ristrutturata, anche per scopi turistico-ricettivi. Accordo, spiega Fabbrini, rinnovato da poco. «Ovvio che la ristrutturazione deve avvenire in modo conforme al paesaggio circostante con un intervento che non sia invasivo - prosegue Fabbrini, tornando a parlare del progetto di restauro - presenteremo a breve il progetto al Comune».

Difficile quantificare i costi per adesso, così come il tempo che ci vorrà per un intervento del genere. «Le spese sono tute approssimative, così come il tempo necessario. Dipende da tanti fattori e se ci saranno eventuali modifiche da parte dell'amministrazione. Pensiamo a 3-4 anni, vorremmo fare tutto con calma e in vari step per garantire comunque l'apertura della struttura al pubblico. Crediamo sia davvero un progetto importante per l'intera città». —

Alessandra Tuci

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web