Il Tirreno

Pistoia

Rincão Gaucho rinasce come Sushi King, nuova vita per lo storico locale aglianese

Tiziana Gori
Il giovane titolare Vittorio Lin davanti al nuovo ristorante con tendenza “asian food”
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Il giovane titolare Vittorio Lin davanti al nuovo ristorante con tendenza “asian food”

Dalla carne brasiliana alla cucina giapponese. È durata poco più di due anni l’esperienza della Birreria Bavarese, ora ci provano Jack e Vittorio Lin. Apertura lunedì 10 dicembre

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AGLIANA. Cucina italiana e gestione familiare fino agli anni ’90, poi l’idea. Il progetto imprenditoriale innovativo per gli anni, con quel nome “Rincão gaucho” (“L’angolo del mandriano”) che faceva venire l’acquolina in bocca pensando alla rinomata carne di manzo sudamericana. L’avventura dell’imprenditore fiorentino Luca Cervino è proseguita fino al 2009, quando il Rincão ha chiuso, lasciando nello sconforto centinaia di giovani e meno giovani abituati a far tardi nel fine settimana tra musica latino americana e cene a base di carne brasiliana. . Dopo sette anni di buio la riapertura nel 2016 con Löwenplatz Birreria Bavarese. L’avventura dell’imprenditore pratese Paolo Faggio è durata però poco più di due anni. Quando ha deciso di passare la mano ha pensato ad un amico, cinese di nascita e pratese d’adozione, e l’affare è andato in porto.

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L’insegna che campeggia sul locale di via Ferrucci è adesso “Sushi King”, e promette piatti a base di cucina giapponese «con un 10-15% di asian fusion, in particolare pietanze thailandesi». Lo gestiranno Jack e Vittorio Lin, padre e figlio. Il padre, Jack, abita da 28 anni a Prato, città in cui Vittorio è nato. «Mio figlio è italiano», dice con orgoglio Jack. Sì, perché Vittorio, al pari di tanti ragazzi cinesi nati nel nostro Paese, ha optato per il passaporto italiano. Per i suoi viaggi in Cina ha bisogno del visto, che non serve al padre Jack, il quale ha scelto di conservare la cittadinanza cinese.

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Tornando al “Sushi King”, il locale sarà aperto sette giorni su sette. Nessun giorno di chiusura. Il personale di cucina è già stato scelto da diverse settimane, mentre per quello di sala sono i colloqui sono in dirittura d’arrivo. E così, dopo la famiglia Tissi (aglianese doc) che ha gestito il locale fino agli anni ’90, dopo il Rincão Gaucho e la Löwenplatz spazio ai sapori della cucina giapponese. Con gestori di origine cinese. Vittorio è giovanissimo: ha 21 anni e un diploma preso all’Istituto tecnico industriale “Tullio Buzzi” di Prato, ma anche le idee chiare. Al padre che preme per aprire il 6 dicembre lui risponde: «Con calma, prepariamoci per bene», e ripete cortesemente alle tante persone che si affacciano sulla porta d’ingresso aperta che «l’apertura sarà lunedì 10 dicembre. Comunque consultate la nostra pagina facebook».

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I menù sono pronti: 12 euro un menù bambini, 25 quello per gli adulti, ma la scelta è ampia e spazia da tutte le possibili ricette dell’Uramaki (rotolini di sushi), Hossomaki (surimi di granchio e avocado), Temaki (sushi di salmone) Nigiri (polpettine di riso e pesce). Per citarne alcuni. Un piatto da consigliare? «I miei cuochi – afferma Vittorio – dicono che è particolarmente buono il roll col tartufo. Piatto a base di avocado e salmone crudo con salsa spicy e tartufo nero».

Un’occhiata al locale mostra un deciso cambiamento rispetto ai tempi del Rincão e anche a quelli della Birreria Bavarese: «Abbiamo dato spazio al legno al posto del ferro». Con idee originali come quella di posizionare delle ruote davanti a una parte dei tavoli. In un altra parte del locale troviamo due tavoli all’interno di altrettante barche, sempre in legno. E poi degli spazi separati da pannelli in cui si può cenare sui tatami, i tradizionali tappetini giapponesi. Fanno molto giapponese anche gli ombrellini al soffitto e l’albero artificiale coi fiori di ciliegio rosa all’ingresso del locale.
 

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