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L’Asl rovista nei rifiuti, trova i funghi velenosi e salva dieci intossicati
Pistoia, erano finiti tutti al pronto soccorso. Sul banco degli imputati il cosiddetto cimballo o aromatico, fra l’altro facilmente confondibile con specie più pericolose
Pistoia. Dieci persone, nei giorni scorsi, sono ricorse alle cure del pronto soccorso di Pistoia perché intossicate dopo aver mangiato dei funghi. E per alcune di loro è stato necessario anche il ricovero nel reparto di Osservazione breve intensiva del San Jacopo. «Ora stanno bene e, fortunatamente, non hanno riportato conseguenze» fanno sapere dall’Asl Toscana centro. . Che spiega come l’attività dei micologi aziendali abbia consentito di individuare la specie consumata dai pazienti intossicati grazie a piccole parti di fungo ritrovate fra i rifiuti: Clitocybe nebularis, meglio conosciuta come cimballo o aromatico .
«Nonostante la stagione – spiega l’Asl – è, infatti, ancora possibile rinvenire funghi nelle zone più temperate e, per alcune specie, sono possibili errori di riconoscimento. Così infatti sembra accaduto dal consumo di Clitocybe nebularis meglio conosciuta come cimballo o aromatico, la cui raccolta da alcuni anni viene sconsigliata, sia per casi di intossicazione a seguito del suo consumo e sia per la facilità con cui può essere scambiata con il più pericoloso Entoloma sinuatum».
Proprio per tali motivi la Clitocybe nebularis non è ammessa tra le specie in commercio.
L’Asl ricorda quindi di raccogliere solo funghi di sicuro riconoscimento e di rivolgersi comunque ai suoi sportelli di consulenza gratuita presenti nelle strutture di prevenzione: per l’area pistoiese è possibile rivolgersi al coordinatore dell’ispettorato micologico, la dottoressa Rossella Ghelardini (al numero telefonico 0573352782); per la zona Valdinievole il referente è invece il dottor Marco Lippi (0572 942827).
Nel 2017, in tutta l’area pistoiese le intossicazioni da funghi erano state soltanto cinque: la specie che ha causato la maggior parte delle intossicazioni è stata proprio Entoloma sinuatum. Nel primo semestre del 2018 non si sono invece verificati casi.
Gli sportelli micologici dell’Asl Toscana centro offrono consulenza gratuita ai cittadini per il riconoscimento e il controllo dei funghi raccolti, per capire se sono commestibili. I funghi dovranno essere presentati alla visita preferibilmente in contenitori rigidi ed areati come i cestini, che garantiscono la corretta conservazione del raccolto. I funghi dovranno essere infatti freschi e integri di tutte le parti necessarie al riconoscimento. —
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