Il Tirreno

Pistoia

Luminarie e parole Pistoia: «Un’idea da personalizzare» Montecatini dice sì

David Meccoli Giuseppe Boi
Luminarie e parole Pistoia: «Un’idea da personalizzare» Montecatini dice sì

Si apre il dibattito sull’uso degli addobbi natalizi “bolognesi” e da più parti si pensa a una loro rielaborazione per il 2019

4 MINUTI DI LETTURA





Pistoia. Non avranno, forse, nel loro dna l’impronta stilistica di un sommo poeta o il tratto distintivo di una canzone d’autore, ma di personaggi che ne hanno scritto la storia certo non difettano. Ecco allora che di parole, come quelle che a Bologna hanno illuminato una via del centro con “L’anno che verrà” di Lucio Dalla, anche Pistoia e Montecatini potrebbero farne tranquillamente sfoggio per caratterizzare il proprio Natale. Parole capaci di illuminare, magari accompagnate da addobbi e musiche a tema, un clima natalizio non scontato, con una precisa identità cittadina al di fuori dell’omologazione che porta ad avere strade e vetrine dei negozi tutte uguali e, alla fin fine, noiose.. Partiamo con l’idea “primigenia”: le luminarie delle festività natalizie in via D’Azeglio, a Bologna, sono state giudicate tra le più belle di tutta Italia, se non altro per la loro assoluta originalità. Sui fili illuminati, appesi da una parte all’altra delle strade, sono infatti riportati i versi di una delle più belle canzoni del cantautore scomparso alcuni anni fa. Vi si legge “caro amico ti scrivo”, “da quando sei partito c’è una grossa novità” e “sarà tre volte Natale”.

Boom: da lì è scattata la corsa a fotografare le luminarie, magari postate sui social network e che, di conseguenza, hanno fatto rapidamente il giro del mondo. E va bene, ci hanno pensato loro per primi, i veri “creativi” sono targati Bologna. Ma perché non replicare l’idea vincente da noi?

In Toscana gli esempi, come già segnalato dal Tirreno in questi giorni, non mancherebbero: le formule di Leonardo a Vinci, le parole di Giorgio Caproni a Livorno, i versi di Giovanni Pascoli a Barga, le proverbiali polemiche di Curzio Malaparte a Prato, nonché le idee visionarie (per quel tempo) di Galileo Galielei a Pisa. Ma le ipotesi non mancherebbero anche a Pistoia e Montecatini.

Nel capoluogo il pensiero corre subito a Cino da Pistoia, ma perché no anche al pistoiese d’adozione (e tifo calcistico) Francesco Guccini. «Potrebbe essere un’idea», conferma l’assessore Gianna Risaliti. «L’idea di Guccini ci avvicinerebbe a quanto fatto a Bologna – prosegue –. Un richiamo alla pistoiesità e, contemporaneamente, all’idea originale bolognese. Dobbiamo valutare bene se e come sfruttarla, ma ogni idea è utile e ben accetta».

Posto che, qualora la città eleggesse a proprio simbolo natalizio le parole di uno o più personaggi, bisognerà comunque attendere l’anno prossimo, Risaliti sottolinea come secondo lei sia fondamentale l’originalità: «Se tutti ci mettessimo semplicemente a replicare quanto fatto a Bologna, l’iniziativa perderebbe significato – sostiene –. Tuttavia individuare una via autonoma e una visione innovativa, può essere una chiave di svolta. Insomma occorre, secondo me, personalizzarla e darle una precisa connotazione territoriale. E questo è un obiettivo che ci siamo posti già quest’anno con “M’illumino d’inverno” (il videomapping per illuminare con proiezioni artistiche alcuni dei più significativi monumenti architettonici della città, ndr)».

E a Montecatini? Replicare l’esperimento bolognese potrebbe essere un’idea per un 2019 speciale per la città: ricorre infatti il centenario della morte del compositore Ruggero Leoncavallo, l’immortale autore dell’opera “Pagliacci”, che si spense proprio a Montecatini nel 1919. Da qui l’idea: non si potrebbe estrapolare qualche passaggio dal libretto dell’opera e “trasformarlo” in una luminaria? Magari accompagnando il tutto con musiche da divulgare per le vie in filodiffusione?

Oppure, altra idea: replicare le più famose frasi riportate all’interno dei vari stabilimenti termali, a cominciare dalla famosa “Il suon che di dolcezza i sensi lega”, posta a omaggio di Francesco Petrarca nel tempietto della musica al Tettuccio. O ancora: perché non usare i versi delle opere composte da Giuseppe Verdi nei suoi soggiorni montecatinesi. «Una città illuminata con le parole? Perché no, sarebbe un’idea veramente bella e simpatica», commenta l’assessore alle attività produttive Helga Bracali. Che poi si spinge oltre: «Il Centro commerciale naturale, che da diversi anni si occupa in prima persona dell’allestimento delle luminarie, potrebbe chiedere alla ditta che ci fornisce il materiale, la Metalux di Frosinone, di realizzare alcuni fili con delle frasi che insieme andremmo a concordare. Hanno già dimostrato la loro creatività e versatilità, quindi ritengo che non avrebbero difficoltà a eseguire un lavoro ad hoc come questo. Penso soprattutto a strade ad alta concentrazione turistica e identità alberghiera, come via Cavallotti o viale 4 Novembre. Ne parleremo sicuramente con il comitato Città del Natale e decideremo come muoverci concretamente». —

David Meccoli

Giuseppe Boi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web