Il Tirreno

Pistoia

“Pistoia in bici”, un buco da 140.000 euro

Fabio Calamati
“Pistoia in bici”, un buco da 140.000 euro

Bilancio fallimentare del progetto di “bike sharing” dopo 12 anni dal lancio. La giunta Tomasi cerca una nuova strada

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PISTOIA. Il primo progetto di “bike sharing” a Pistoia è datato 2006. Si chiamava “Pistoia in bici”, fu lanciato ai tempi della prima giunta Berti come un passo avanti verso la mobilità dolce. L’ investimento, nei primi due anni, fu di 80.000 euro per la realizzazione di 4 postazioni e la dotazione di 40 bici. Nel 2011 furono investiti altri 20.000 euro e negli anni dal 2013 al 2015 (sindaco Bertinelli) altri 32.000 ancora. . Totale, circa 140.000 euro spesi, per un servizio che non è mai veramente decollato e il cui sostanziale fallimento è testimoniato dalle quattro postazioni in condizioni di abbandono che si trovano in città: piazza San Francesco, piazza Oplà, parcheggio Cellini, piazza Dante Alighieri. Sono rimasti gli stalli, ma tutti e quattro sono desolatamente vuoti. Le bici sono sparite tutte, rubate e/o cannibalizzate. Se ne sono salvate una decina, che attualmente sono conservate ai Cantieri comunali.

Il desolante bilancio di un servizio mai decollato l’ha tirato lunedì in consiglio comunale Gabriele Sgueglia (FdI) illustrando una sua interpellanza sul tema. Sgueglia ha chiesto quali siano le intenzioni dell’amministrazione rispetto a questo servizio, considerando anche il fatto che le quattro stazioni, inutilizzate come sono adesso, sottraggono posti auto utili. Stesso tema per un’interpellanza di Antonella Cotti (Pd), che sollecitava l’amministrazione a rilanciare il servizio, magari puntando sulle sue forme più moderne, quelle cioé che non obbligano a prendere e lasciare le biciclette in luoghi predeterminati ma che consentono di “trovarle” in città grazie ad apposite applicazioni da smartphone.

In realtà il sindaco Alessandro Tomasi, nel suo programma elettorale, si impegnava a riatti vare il servizio, in particolare in piazza Oplà e alla stazione Fs. E l’assessore Alessandro Capecchi, rispondendo agli interpellanti, ha confermato che in questa prima fase del mandato amministrativo ci sono stati contatti con diversi operatori dei moderni servizi di bike sharing. L’obiettivo rimane quello di lanciare un bando pubblico, ma per il momento i tempi non sono ancora maturi. Capecchi ha anticipato che un ruolo importante, nel nuovo servizio, potrà rivestirlo la zona della stazione Fs, dove sono in corso trattative con Regione e Rfi, tra l’altro, proprio per trovare uno spazio adeguato.

Ma perché quelle quattro postazioni ormai in disuso non vengono demolite? Capecchi, con una certa franchezza, ha ammesso che l’atto di demolirle potrebbe portare delle conseguenze economiche al Comune: nel senso che i finanziatori degli interventi (almeno i primi furono realizzati con fondi del Ministero dell’ambiente, ndr) potrebbero decidere di chiedere indietro le somme a Palazzo di Giano. Per cui sulla questione occorre muoversi con cautela. —

Fabio Calamati

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