Gioco
Niccolò torna a casa dopo otto mesi e tutta Candeglia si mobilita per lui
Il 29 aprile il quindicenne fu vittima di un grave incidente, poi il ricovero all’ospedale Meyer e la riabilitazione a Lecco. Tutto il paese l'ha accolto con un grande abbraccio, palloncini colorati e la banda
PISTOIA. Il primo abbraccio, quello più stretto, è con il fratello maggiore Mattia. «Ora sono quasi più alto di te» gli sussurra appena sceso dalla macchina. Tutto intorno i palloncini colorati, gli striscioni preparati dagli amici e dai compagni di scuola, i coriandoli sparati in aria e la musica della banda Borgognoni. «Bentornato Niccolò. Siamo tutti qui per te»..
C'era tutta Candeglia, ieri pomeriggio in via Antonelli, ad accogliere il ritorno di Niccolò Paperetti. Il quindicenne che, dopo il gravissimo incidente stradale dello scorso aprile, e oltre sette mesi di ricovero in un centro specializzato in riabilitazione a Lecco, è tornato a casa per festeggiare il Natale con la sua famiglia e tutte le persone che gli vogliono bene. Una festa a cui tutti hanno volto partecipare per abbracciare il loro “leone”, rinato dopo aver passato l'inferno. Due mesi di coma, il ricovero all'ospedale pediatrico Meyer e poi il trasferimento in Lombardia per il lungo percorso di riabilitazione.
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«È una gioia immensa riaverlo qui con noi» dicono i vicini di casa e gli amici di famiglia, vedendolo scendere dalla macchina insieme a babbo Nicola e mamma Sandra Ballati. E a Niccolò, seduto sulla carrozzina perché troppo tempo in piedi non riesce ancora a starci, brillano gli occhi dall'emozione. Non respira dai baci e dagli abbracci dei nonni, degli zii e dei compagni di scuola che nei sette mesi precedenti hanno fatto la spola tra Pistoia e Lecco per andarlo a trovare. «Sono tanto contento» dice.
Questo, per lui, sarà un Natale davvero speciale. Mamma Sandra, insieme a sua sorella Stefania, è emozionatissima. «Siamo senza parole – dice tra un abbraccio e l'altro di chi la circonda – Tornare a casa con Niccolò è un'emozione bellissima. Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in questi mesi difficili e grazie a tutti quelli oggi sono qui».
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«Sapevamo che stavano preparando qualcosa – dice babbo Nicola mentre stringe Niccolò -, ma non pensavamo a questa accoglienza».
Una mobilitazione e una vicinanza che non si sono mai affievolite dal giorno di quel terribile incidente, quando tutta Candeglia - colpita al cuore - si precipitò in strada per soccorrere Niccolò, riverso a terra privo di conoscenza. E a ripensare a quei momenti, i vicini di casa si commuovo ancora e si abbracciano. Il ragazzo, nel suo quartiere, è il figlio e il nipote di tutti. Per questo, hanno già organizzato quattro cene al circolo Arci di Candeglia, il cui ricavato andrà in beneficenza all'associazione “La nostra famiglia onlus” che opera nel Centro di riabilitazione ambulatoriale di Lecco, dove Niccolò e i suoi genitori hanno trascorso gli ultimi mesi.
«Questa famiglia è amata da tutti – dice Tina Nuti, la maestra che ha avuto Niccolò alle elementari Gianni Rodari di Candeglia – E se oggi tutta la comunità è qui, è la dimostrazione del fatto che sono persone speciali».
Niccolò Paperetti era stato travolto da un'auto, nella serata del 29 aprile scorso, mentre in bicicletta da via Carota e Molina – dove si trova il circolo Arci – tornava verso via Antonelli, a una manciata di passi da casa sua. L’impatto con l'auto che proveniva dal centro in direzione Candeglia era stato violentissimo. Niccolò sbattè violentemente la testa e rimase a terra privo di conoscenza.
Dopo il primo ricovero al Meyer fu trasferito a Lecco per la lunga riabilitazione. Ieri pomeriggio, finalmente, il ritorno a casa e l'abbraccio con tutta Candeglia. Bentornato Niccolò. —
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