Il Tirreno

Pistoia

Furti nei vivai a Pistoia, spariti altri 1.000 alberelli: «Danni da 50.000 euro alla settimana»

Valentina Vettori
Furti nei vivai a Pistoia, spariti altri 1.000 alberelli: «Danni da 50.000 euro alla settimana»

Razzia nella notte in un’azienda di Ramini. Mati: presto telecamere agli incroci e controlli di vicinato come nelle città

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PISTOIA. Ancora furti in vivaio. È un’escalation senza fine il susseguirsi di colpi che – da mesi – si rincorrono negli oltre seimila ettari di campi a vivaio del pistoiese. Dopo le 1.400 piantine di cipresso sparite la settimana scorsa in un grosso vivaio, nella notte tra il primo e il 2 di dicembre, nella frazione di Ramini, sono state portate via da un’altra azienda un migliaio di piante di acero giapponese da innesto. Un furto portato a termine a distanza di un mese dal precedente, quando a sparire, nello stesso campo, furono altri 300 aceri dello stesso tipo.. Le piante sono state sbarbate da terra con grande facilità, «probabilmente in meno di un’ora», come spiega il titolare dell’azienda agricola che preferisce rimanere anonimo. Avevano un’altezza tra i 30 e i 40 centimetri, quindi piuttosto semplici da portare via. «Piante di un certo valore – spiega il vivaista vittima del furto – che non erano ancora pronte alla vendita poiché necessitavano di altro tempo per crescere».

Il che fa pensare che a portarle via, come in molti altri casi simili, siano stati ladri “esperti di vivaismo”, magari su commissione. Un sistema illecito che serve a coltivare per poi rivendere sul mercato le stesse piantine, ma a prezzi più competitivi. Il furto, del valore di diverse migliaia di euro (ogni piantina viene acquistata a cinque euro, ma nel tempo e con la crescita prima della vendita il loro valore triplica), si è consumato in una manciata di minuti.

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«Una situazione inaccettabile. Un’escalation senza fine che sta mettendo in ginocchio le piccole e medie aziende vivaistiche»: a parlare è Paolo Chiti, vivaista vittima di furti che – da tempo – si è fatto portavoce dei continui colpi, più o meno grandi, ai suoi colleghi. Un fenomeno che negli ultimi mesi è letteralmente esploso. «Non passa notte che non ci sia un furto, tra quelli che vengono denunciati e quelli che invece passano sotto traccia, perché molti vivaisti ancora non denunciano». E i numeri sono da capogiro. «Si parla 50.000 euro che vanno in fumo ogni settimana».

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«C’è bisogno di fare sistema e collaborare per monitorare la situazione – commenta Francesco Mati, presidente del Distretto Florovivaistico – Siamo in continuo contatto con le forze dell’ordine, e presto saranno posizionate diverse telecamere negli incroci stradali più colpiti, ma dobbiamo essere noi vivaisti in prima linea contro i furti».

Da qui l’idea di trasferire il modello del “controllo di vicinato”, già attivo in diverse città, anche nei campi. Un modo per monitorare, rendere più celeri le segnalazioni tra “vicini di campo” e velocizzare anche gli interventi delle forze dell’ordine per cogliere in flagrante i ladri di vivaio. «Non si può andare avanti così – conclude Mati – Veniamo da anni difficili. Ora che il settore è in lenta ripresa, questi colpi ci tagliano le gambe». 

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